“Romanamente” Vol. 10. L’archeologia in Libia durante il Ventennio. Da Leptis Magna a Sabratha

Decimo volume della collana storico-coloniale “Romanamente”. Il nuovo dossier “Come l’Italia fascista valorizzò l’archeologia in Africa” è dedicato agli scavi archeologici degli anni Trenta in Libia e alla realizzazione dei nuovi musei di Tripoli, Leptis Magna e Sabratha.

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Cover_Romanamente 10 – Come l'Italia fascista valorizzo' l'archeologia in Africa copiaDall’introduzione del volume:
La ricerca, l’amoroso interessamento intorno alle memorie del passato sono per il popolo italiano non soltanto un dovere scientifico, e tanto meno una posa di falsa nobiltà, ma un’esigenza profonda e vivamente sentita dello spirito: più specialmente poi quando quelle memorie riconducano avanti a lui, ai suo occhi e al suo cuore, la gloria immortale dei padri.
Con questo animo l’Italia ha nelle sue colonie, appena condottele in suo dominio, intrapreso lo studio dei monumenti antichi superstiti e avviato lo scavo delle città sepolte; con questo anima persegue l’opera iniziata, che ha per lei lo stesso identico valore, la medesima alta importanza che hanno la colonizzazione agricola e lo sviluppo economico di quelle terre; con questo animo vuole siano conosciute ed apprezzate le molte e mirabili cose che l’attività dei suoi studiosi ha sagacemente riportato alla luce o sapientemente illustrato con le sue indagini.
[…]
Con la perizia, acquistata ed affinata dalla lunga esperienza fatta in patria e fuori, con la illuminata tenacia che è propria di quegli che ha la coscienza dell’altezza dell’opera che compie, l’archeologia italiana lavora in Libia ininterrottamente, pur attraverso le difficoltà create dai grandi avvenimenti di questo periodo…
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9 thoughts on ““Romanamente” Vol. 10. L’archeologia in Libia durante il Ventennio. Da Leptis Magna a Sabratha

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