“Come l’Italia fascista iniziò a fotografare l’Africa”. Quarto volume della collana “Romanamente”

Continua la collana storico-fotografica “Romanamente” pubblicata nell’ambito del progetto di ricerca “L’altra faccia del colonialismo italiano”. È disponibile da oggi il quarto volume “Come l’Italia fascista iniziò a fotografare l’Africa” dedicato alle opere fotografiche realizzate in Somalia da Carlo Pedrini, “operatore valente ed instancabile” (1) del Regio Laboratorio Foto Cinematografico di Mogadiscio.
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romanamente – come l_italia fascista iniziò a fotografare l'africaIl Regio Gabinetto fotografico, istituito nel 1923 dal Governatore C.M. de Vecchi Conte di Val Cismon venne modernamente attrezzato, per fornire alla stampa ed ai servizi tecnici il materiale fotografico e video che poi venivano utilizzati per i periodici, i libri e i Cinegiornali dell’Istituto Luce.
Il Regio Gabinetto non produsse solamente fotografie governative ed istituzionali, ma realizzò soprattutto una preziosa documentazione etnografica della colonia che pone il Pedrini fra i primi africanisti. Immagini suggestive che mostrano per la prima volta la vera “fotografia coloniale”.
A lui dobbiamo infatti la maggior parte della documentazione fotografica della Somalia italiana, utilizzata per decenni anche dopo la sua morte per cartoline, testi scolastici, libri e riviste: “durante i sei anni da lui trascorsi in Colonia ha raccolto, con estrema pazienza e talvolta con grande abnegazione e sprezzo del pericolo, un album di duemila fotografie” (2).
All’epoca – pensate – venivano “stampate in media 1000 copie 13×18 al mese, che” poi venivano “inviate alle diverse riviste e giornali, ai R. Ministeri e ad enti diversi” (3) e utilizzate per le pubblicazioni a carattere coloniale riguardanti la Somalia. Sempre del Pedrini anche molte immagini dei testi scolastici utilizzati negli anni Trenta e Quaranta.
Scriverà di lui il Governatore Guido Corni, con il quale collaborò: “Egli, che ha sempre dimostrato in ogni circostanza alto senso del dovere e sprezzo del pericolo, come un buon combattente è caduto nell’esercizio delle sue funzioni in un incidente di volo nell’Alta Migiurtinia”(4).
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