Romanamente Vol. 7 “Come l’Italia fascista erigeva le cattedrali in Africa”

Settimo volume della collana “Romanamente”. Il nuovo testo “Come l’Italia fascista erigeva le cattedrali in Africa” della serie storico-fotografica dedicata alle opere coloniali italiane illustra l’edificazione, nel 1928, della cattedrale di Mogadiscio, oggi distrutta dagli integralisti islamici. Dal cantiere alla consacrazione fino all’inaugurazione, avvenuta alla presenza del Principe di Piemonte Umberto di Savoia, passando attraverso i disegni del progetto dell’arch. Vandone.

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Cover_Romanamente – Come l'Italia fascista erigeva le cattedrali in AfricaIl 28 dicembre 1923 in occasione della cerimonia della posa della prima pietra, il de Vecchi telegrafò al Cardinale Pietro Gasparri:
“Con grande solennità ho posata la prima pietra chiesa Mogadiscio et assistito benedizione santa croce cristiana sorta centro area nuovo tempio. Pietra posata est base angolare non soltanto Santa Casa ed indistruttibile edificio spirituale che vado edificando sovra codesta terra italiana con incrollabile volontà animata dalla fede in Dio.
Così vado umilmente ubbidendo leggi divine et certezza che dove non regna religione non regnano ordine giustizia forza bellezza.”
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Fu il maggiore tempio cristiano dell’Africa Orientale, sede della diocesi di Mogadiscio, vacante dal 9 luglio 1989 giorno dell’omicidio del vescovo Pietro Salvatore Colombo di Carate Brianza, sacerdote francescano, ucciso con un colpo di pistola al cuore all’esterno della cattedrale da ignoto.
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La Cattedrale venne profanata e saccheggiata durante la guerra civile iniziata il 26 gennaio 1991 con la destituzione di Mohammed Siad Barre. I due campanili vennero minati e distrutti nel 2008 da integralisti islamici.
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GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA CATTEDRALE DI MOGADISCIO

9 thoughts on “Romanamente Vol. 7 “Come l’Italia fascista erigeva le cattedrali in Africa”

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