Marzo 1891, a Mogadiscio i Sultani firmano il protettorato con il Regno d’Italia – DOCUMENTI INEDITI

Pubblichiamo il documento attestante la “Dichiarazione di protettorato sotto il Governo italiano” firmata dai capi indigeni di Mogadiscio, in data 24 marzo 1891. Qui di seguito la traduzione in italiano.
protettorato-italiano-somalia-marzo-1891“Noi che qui sottoponiamo i nostri nomi: Iman Mamhud bin Sultan Benjamin, Sultan Otoman bin Sultan Mohamed e Sultan Abu Bacher bin Sultano Alì, riconosciamo e dichiariamo, restando garanti colle nostre persone, che da oggi poniamo noi, le nostre tribù, il nostro paese e i nostri sudditi, che sono nell’Africa Orientale, sotto la protezione, il comando e l’autorità del sublime Governo d’Italia. A questo cediamo i diritti di autorità che avevamo sul paese, sugli abitanti e sulle tribù ora ricordate, e ciò in considerazione dei vantaggi che ci offre la protezione di detto Governo.
Io governatore (Valì) dei miei sudditi, accetto deliberatamente e senza esitazione, la bandiera del Governo italiano, come segno della sua protezione, e noi ci obblighiamo ad inalberarla nel nostro paese. Con qualunque straniero, poi, che venga fra noi, non manterremo alcuna relazione, non gli rivolgeremo domande senza l’autorizzazione del Governo italiano.
Noi abbiamo scritto la presente e la confermiamo, su noi stessi, essendo in pieno possesso della nostre facoltà di mente e di corpo.”
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Scritto, approvato e confermato, a Mogadiscio il 4 sciaban 1308 (24 marzo 1891).
Iman Mamhud – Sultan Otoman – Sultan Ab Bacher
Testimoni: Eraldo Dabbene, Agi Mahn Bin, Agi Abakerud e Scek Mohamed Bin Jachio Ali, estensore
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UN PO DI STORIA – estratto da “Il faro di Mussolini” di Alberto Alpozzi, pagg.31-32 
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ricevuta-dellannualita-di-stipendio-pagata-dal-console-filonardi-al-sultano-jusuf-ali-di-obbia-in-data-19-marzo-1889

Ricevuta dell’annualità di stipendio pagata dal Console Filonardi al Sultano Jusuf Alì. 19 marzo 1889

Nel 1889, con il consenso inglese, l’Italia iniziò la penetrazione in Somalia.

[…] nel gennaio 1889, attraverso la nuova convenzione con il Sultano di Obbia, ad opera di Vincenzo Filonardi console italiano a Zanzibar, che si era recato là con la Regia Nave Staffetta, ci erano stati concessi i protettorati di alcuni territori in Somalia a sud del Corno d’Africa. Infatti “il 2 dicembre 1888 – spiega Fernando Marino in Crispi e la Somalia italiana – il Sultano di Obbia, Jusuf Alì, aveva inviato al Regio Console Italiano in Zanzibar un suo parente […] per domandare, a suo nome, la protezione della bandiera italiana. Jusuf Alì aveva domandato la protezione italiana per sottrarsi alla dominazione inglese […] Crispi con telegramma del 28 gennaio 1889 incaricò il nostro console di Zanzibar, Cav. Filonardi, di imbarcarsi sulla nave Dogali per raggiungere Obbia ed accogliere la domanda di quel Sultano”.
E così fece, imbarcandosi il 2 febbraio per arrivare nella capitale del Sultano dopo 5 giorni di navigazione.

Atto a firma del Console Filonardi, col quale si assegnano al Sultando di Obbia Jusuf Alì 1200 talleri annui di stipendio. 8 febbraio 1889.

Atto a firma del Console Filonardi, col quale si assegnano al Sultando di Obbia Jusuf Alì 1200 talleri annui di stipendio. 8 febbraio 1889.

“Ebbe luogo una riunione – invece Udalrigo Ceci in Cronistoria del naviglio da guerra italiano del 1940 – cui parteciparono i comandanti del Dogali, del Rapido e della Staffetta, ed il cav. Filonardi, e fu assegnato alla Staffetta il mandato di visitare la costa dal 49° di long. E. G. fino ad Hafun; tale ricognizione doveva limitarsi a stringere coi capi dei villaggi e col Sultano dei migiurtini relazioni di amicizia, senza entrare nelle questioni di protettorato, ed assumere quelle informazioni che avrebbero potuto facilitare il compito principale della missione”.
Dunque venerdì 8 febbraio 1889 il Dogali si portò ad Obbia dove dopo lunghe trattative alle quali partecipò attivamente il Tenente di Vascello Edoardo Ferrara, verrà concluso un accordo secondo cui tutti i territori del Sultanato di Obbia furono posti sotto la protezione italiana (con un canone annuo di 1.200 talleri, poi portati a 1.800). Terminata la missione, issata la bandiera italiana sulla garesa, residenza del Sultano, il Dogali farà rotta verso l’Italia per approdare a La Spezia il 20 marzo.
Furono aperte così le porte a quella che diverrà la futura colonia somala poi affidata ad una società commerciale – la Società per il Benadir – sul modello delle chartered tedesche e inglesi. Seguirà ad aprile, sempre ad opera di Filonardi, il protettorato sul Sultanato della Migiurtinia, la regione più settentrionale.

Questi documenti erano conservati all’interno del Museo della Garesa di Mogadiscio.

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di © Alberto Alpozzi – Tutti i diritti riservati

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