George Bernard Shaw a favore della conquista italiana dell’Abissinia

Pochi giorni dopo la proclamazione dell’Impero italiano il noto scrittore e drammaturgo George Bernard Shaw pubblicava un articolo critico contro il suo governo per la condotta nei riguardi del Regno d’Italia. Shaw fu sempre un sostenitore del fascismo, come si evince già dai suoi articoli del 1927 pubblicati sulla pagine del Manchester Guardian e del The Nation nei quali sottolineava come Mussolini avesse salvato l’Italia dall’anarchia del periodo postbellico e ne avesse risanata l’economia.

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Scriveva il 25 maggio 1936: «Richiamo l’attenzione sopra una forma di crudeltà praticata contro gli abissini in un modo raffinato. Mi riferisco alle illusioni che sono state date all’ex negus facendogli credere che egli sarebbe stato aiutato, nella sua resistenza senza speranze contro la conquista italiana, dalla S.d.N. e dagli eserciti e dalle marine della Gran Bretagna, della Francia e della Russia, messe a disposizione della Lega. Non vi è stata mai la più lontana probabilità d’un simile intervento. È chiaro come la luce del sole che la costituzione del potere di Roma sopra l’Etiopia è un enorme guadagno per la pace e per la prosperità del mondo del pari che un’eventuale restaurazione dell’ex negus coll’espulsione degli italiani dall’Etiopia sarebbe un fatto tanto atroce da non poter esser pensato neppure dal più sanguinario dei nostri pacifisti.
Dato questo, si andrà ancora alla riscossa dell’ex Negus, come vuole il signor Eden, e si continuerà a propinargli delle iniezioni di illusioni come sono state le immaginarie vittorie abissine pubblicate sui giornali inglesi? Non sarebbe stato più onesto dirgli francamente che egli non aveva alcuna probabilità di successo e che avrebbe fatto meglio a partire subito per la Palestina invece di aspettare a scappare dall’Etiopia davanti alla rivolta dei suoi combattenti come fecero Luigi Napoleone e il Kaiser? Si sarebbero così salvati mesi e mesi di combattimenti e non si sarebbe fatto tanto cattivo sangue nelle relazioni fra la Gran Bretagna e l’Italia.

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È inutile rimproverare agli italiani l’uso dei gas asfissianti quando i nostri arsenali sono pieni di tale materiale pronto ad essere rovesciato sui nostri vicini civilizzati. Io dissi questo sin dall’ottobre scorso: perché chi aveva il buon senso non è stato ascoltato? Ma è inutile parlare di questo: ciò che è fatto è fatto. Guardiamo piuttosto al futuro.
La conquista italiana dell’Abissinia è completa ed irrevocabile, ma noi continuiamo ad ignorare questo fatto e mandiamo ancora il signor Eden a Ginevra a discutere sulla situazione con dei rappresentanti dell’ex Negus ed a presentare orgogliosamente il suo posteriore a Mussolini: la prontezza e il vigore con cui il Duce prende a calci non possono essere graditi al signor Eden, mentre rendono ridicola la S.d.N. e il Gabinetto britannico agli occhi dell’Europa. Noi dobbiamo smetterla con la fobia del Fascismo ed essere corretti con Mussolini e con Hitler, come lo fummo con Luigi Napoleone».
Quando Shaw scrive di aver sempre sostenuta la stessa tesi ha perfettamente ragione. Infatti il 7 aprile 1935 aveva scritto un articolo in cui diceva: «Sarebbe una pazzia voler dichiarare la guerra a Mussolini per l’Abissinia. Noi abbiamo conquistato vaste regioni del mondo abitate da gente di colore. Mussolini potrà fare altrettanto».
Stessa opinione di Robert Vansittart, Sottosegretario permanente agli Affari Esteri inglesi, che dichiarò in merito alla guerra d’Etiopia: «Ho sempre pensato che fosse questione di tempo il tentativo dell’Italia di espandersi… È stato un peccato non aver permesso all’Italia di avere una colonia tedesca nel 1919. La nostra fu un’avidità imprudente e l’episodio di fronte al quale ora ci troviamo è l’inevitabile conseguenza della nostra ottusa politica di allora».
Ed ancora il 27 ottobre del 1935 sempre Shaw aveva scritto: «Noi dobbiamo fare una cosa sola. Rimanere assolutamente al di fuori del conflitto fra l’Italia e l’Abissinia e preoccuparci di rimanere in buoni rapporti con l’Italia. Se vogliamo opporci, sarebbe molto più leale mobilitare e combattere Mussolini in battaglia aperta per l’egemonia del globo».

di Alberto Alpozzi

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