28 giugno 1940, Tobruk. L’abbattimento dell’aereo di Italo Balbo

Libia_Ultima foto SM79 Italo Balbo_28 giugno 1940

Libia, 28 giugno 1940. L’ultima foto del SM79 di Italo Balbo nei cieli di Tobruk

Da appena 18 giorni il Regno d’Italia è entrato nel secondo conflitto mondiale.

Sono le 17.30 del 28 giugno 1940. Da pochi minuti gli inglesi avevano appena sferrato un attacco nei pressi della base di Tobruk, in Libia. Alte colonne di fumo nero si alzavano nel cielo.
Due aerei, dalle sagome probabilmente due bombardieri, si avvicinano a basso quota puntando la pista dell’aeroporto.
In rada si trovano il Regio incrociatore San Giorgio e il Regio sommergibile Bragadin. Unitamente alla contraerea di terra, a protezione dell’aeroporto, aprono il fuoco all’impazzata per difendersi dalla seconda ondata di bombardamenti.
Uno dei due aerei viene colpito e abbattuto dalla torretta del sommergibile, che subito si immerge e sparisce.
Lo schianto. Nessun superstite. Non erano inglesi che tentavano un secondo attacco, ma erano due trimotori S.M. 79 della Regia Aeronautica italiana provenienti da Derna.
Ai comandi del velivolo abbattuto c’era Italo Balbo, Governatore della Libia dal 1934, Maresciallo dell’Aria. L’equipaggio era composto dal maggiore Ottavio Frailich, dal capitano Gino Cappannini e dal maresciallo Giuseppe Berti, volavano a bordo con lui anche il maggiore Claudio Brunelli, i tenenti Cino Florio e Lino Balbo, il console della Milizia Enrico Caretti e il capitano Nello Quilici (padre di Folco, allora tredicenne), giornalista, amico di Balbo e capo del suo ufficio stampa in Libia.
Funerale Italo Balbo_3 luglio 1940_Tripoli (4)

Tripoli, 3 luglio 1940. Il feretro di Italo Balbo

Sul secondo aereo, che invece si salvò, vi era tra gli altri il generale Felice Porro.

Alcuni sostengono che Balbo dette l’ordine di atterrare senza avvisare a terra, altri sostengono che avesse la radio fuori uso.
Quasi subito dopo il disastro iniziarono a circolare voci di un sospetto complotto per eliminare il Quadrumviro, inviso ai vertici del partito per i successi personali. Ad oggi la teoria della “congiura” non è stata provata.
Uomo di carattere, indipendente, coraggioso, eroe noto in tutto in mondo per la trasvolata Atlantica e del Decennale, fu strenuamente contrario alle leggi razziali del 1938 e soprattutto si oppose all’entrata in guerra.
Morì in un tragico incidente all’inizio della Seconda guerra mondiale per “fuoco amico”.
Alla tragica notizia fu dichiarato il lutto nazionale e Balbo insieme ai suoi commilitoni furono portati in corteo a Bengasi il 1° luglio e poi il 3 luglio a Tripoli, dove fu sepolto, si svolse solennemente il funerale.
Le spoglie di Balbo rimasero nella sua Libia fino al 1970, quando l’ondata di nazionalismo di Gheddafi, indusse a traslare il corpo in Italia e portarlo ad Orbetello, dove tutt’oggi riposa.
Morte Italo Blabo_1940-30.giugno
Italo Balbo_Maresciallo dell'ariaItalo Balbo era nato nel 1896 a Quartesana nel ferrarese. Fascista della prima ora, Quadrumviro della Marcia su Roma, laurea in scienze politiche, comandante in capo delle camicie nere della MVSN “Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale”, sottosegretario all’Economia, più volte parlamentare, governatore della Libia, ministro dell’Aeronautica, ufficiale e pilota.
Due Medaglie d’Argento al valor militare per le imprese con gli Arditi nella Grande Guerra, una Medaglia di Bronzo al valor militare sempre della Prima Guerra Mondiale, due Croci al merito di guerra, svariate medaglie commemorativa, e la prestigiosa Distinguished Flying Cross conferitagli dagli Stati Uniti per la trasvolata atlantica, più numerosi cavalierati. Infine nel 1940 ebbe la Medaglia d’Oro al Valor militare.
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