A Guidonia, città autarchica fondata dal Duce, rimossa targa fascista. Distruggeranno anche l’intero comune?

“18 Novembre 1935 – XIV. A ricordo dell’assedio perché resti documentata nei secoli l’enorme ingiustizia consumata contro l’Italia, alla quale tanto deve la civiltà di tutti i continenti”.
Questo era il contenuto della targa storica affissa all’ingresso del comune di Guidonia Montecelio, fatta rimuovere dal Sindaco Michel Barbet, nato in Francia nel 1968, in forza al Movimento 5 Stelle.

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Ecco la sua dichiarazione:
“Oggi abbiamo provveduto a rimuovere la targa presente all’ingresso del Palazzo Comunale che ricorda l’occupazione dell’Italia fascista in Etiopia con la relativa sanzione della Società della Nazioni (prima organizzazione intergovernativa tra Stati). Questo momento è significativo per la nostra Amministrazione che è sempre stata rispettosa dei valori fondati sull’antifascismo fulcro della nascita della democrazia nel nostro Paese. L’Italia coloniale si è resa protagonista di crimini efferati e spargimenti di sangue nel corno d’Africa e la presenza della targa era assolutamente irrispettosa nei confronti di quelle popolazioni ed in generale della comunità africana presente sul nostro territorio. Un ringraziamento va al Presidente della Commissione Toponomastica Maurizio Celani che si è interfacciato con la Sovrintendenza per togliere la targa in questione. La discontinuità rispetto al passato è anche nei valori e nei gesti simbolici come questo”.

Ma al di là dell’antifascismo in assenza di fascismo vogliamo chiarire, sempre per rispetto di quelle popolazioni il significato della frase della targa rimossa? Perchè “la civiltà di tutti i continenti” tanto doveva all’Italia?
Ce lo spiega Caio Mussolini, nipote di Benito Mussolini: “L’Etiopia era indubbiamente uno stato sovrano e faceva parte della Società delle Nazioni – fu proprio l’Italia a perorarne la causa – ma restava pur sempre uno stato feudale governato da un monarca assoluto i cui uomini avevano il vezzo di sconfinare in Eritrea e Somalia allo scopo di razzia ai danni dei nostri sudditi che venivano depredati e schiavizzati. Sono decine e decine i casi documentati. Ual Ual fu solo la goccia che fece traboccare il vaso. All’epoca in tutta l’Etiopia erano praticate la schiavitù e la tortura. Ricordo che la guerra non è una invenzione dei fascisti e che qualunque conflitto nella storia dell’uomo è caratterizzato da interessi. L’Italia, una volta conquistate quelle terre abolì subito la schiavitù. Sarebbe corretto ricordare anche questo. Prima con De Bono il 14 Ottobre 1935 ad Adua e dopo con Badoglio il 12 Aprile 1936 a Macallè.

Infatti basta leggere qui (L’Etiopia agli occhi dell’Europa – Storia In Rete) come era descritta in Europa l’Etiopia di quegli anni.
E non dimentichiamo anche che le sanzioni inflitte all’Italia per la guerra d’Etiopia, vennero – sì – utilizzate come propaganda, ma coagularono il consenso della nazione intera che sostenne lo sforzo bellico tanto che molti esuli antifascisti partirono volontari per la guerra voluta dal fascismo e che Benedetto Croce insieme a Luigi Albertini donarono alla Patria, per combattere il sanzionismo, le loro medagliette d’oro da parlamentari e che la comunità ebraica di Roma alienò oggetti d’oro della Sinagoga principale per contribuire alla creazione fascista dell’Impero.

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1937, Guidonia. Vista aerea

Barbet è sindaco di una città di fondazione autarchica. Il comune venne ufficialmente istituito con Rdl., 1803 appena un mese prima della data della Sanzioni contenute nella targa rimossa: il 21 Ottobre 1937.
Nuova città finanziata principalmente dall’Istituto Fascista Case Popolari, il cui piano regolatore venne affidato ad Alberto Calza Bini, segretario del Sindacato Nazionale Fascista Architetti.
La posa della prima pietra avvenne il 27 Aprile 1935 alla presenza del capo di stato Benito Mussolini che ne aveva scelto il nome nel 1934.
Il nome della nuova città di fondazione fascista si ispirava al generale torinese Alessandro Guidoni, fondatore del corpo del genio aeronautico, che proprio sul campo di Montecelio, durante una esercitazione di paracadutismo, perse la vita.
La città sorta nelle vicinanze e alle dipendenze dell’aeroporto militare di Montecelio godette di fama internazionale durante il fascismo come “città dell’aria” e “città della scienza” grazie al Centro sperimentale e all’aeroporto annessi.
Dobbiamo dunque aspettarci anche la rimozione del città intera: palazzo comunale, piazze, abitazioni e la chiesa Madonna di Loreto perché la “Amministrazione che è sempre stata rispettosa dei valori fondati sull’antifascismo”?

di Alberto Alpozzi

Guidonia, 31 Ottobre 1937. Inaugurazione della città

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3 thoughts on “A Guidonia, città autarchica fondata dal Duce, rimossa targa fascista. Distruggeranno anche l’intero comune?

  1. errare é umano il Duce possa riposare in pace. tutto ha un inizio e una fine. tutto passa nasceranno nuove civiltà, altre mentalità e noi apparterremmo alla morte dimenticati,senza ricordo e senza memoria.
    il mondo giace nell’insicurezza e nella paura non esiste certezza.
    quelli del domani non saranno quelli di questo secolo le menti cambiano il tempo cambia,
    nessuno e eterno la civiltà umana spera nel progresso ma il cosmo risucchierà tutto e noi ospiti ritorneremo nelle galassie senza fine.
    chi ha orecchi oda.

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  2. Vi posso dire che le amministrazioni antinazionali della città di Guidonia negli anni hanno prodotto altre due perle grottesche in nome dell’antifascismo senza fascismo. Nella rotonda che porta all’ingresso della città hanno eretto un monumento a Churchill(sic) proprio quello che si è sempre adoperato contro l’Italia e devastò la penisola con bombardamenti terroristici con migliaia di vittime civili. Visto che anche Guidonia fu bombardata penso che sia l’unico caso al mondo in cui si onora chi colpì la propria città. Seconda perla :monumento al ridicolo, un cippo ai caduti partigiani di Guidonia, i quali non sono mai esistiti. Forse si riferiscono ai comunisti che con la scusa dell’antifascismo si approriano delle terre che il Governo aveva donato ai reduci della Grande Guerra.

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