Montanelli e Destà. La sposa bambina non è mai esistita

Argomenti storici, grandi e (anche molto) piccoli coinvolgono alcune volte emotivamente a livello popolare, e di conseguenza inducono a “credere” e giudicare, piuttosto che a “ricercare” e capire. Hanno anche la caratteristica di ritornare periodicamente, con insistenza monotona. La “faccenda” della “sposa bambina” del giornalista Indro Montanelli (1909 – 2001) ne è una. Risorta l’anno scorso, quando fu taggata la statua del giornalista a Milano, l’altro ieri la ritrovo di nuovo ripetuta tale e quale su di un gruppo FB di Storia recente.

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Ora “‘ricercare” significa ad esempio domandare a chi ha informazioni. Allora la Fondazione Montanelli rispose gentilmente (ma con alcune inesattezze) ad un paio di mie domande: il giornalista aveva effettivamente il grado di sottotenente in Etiopia, ed era effettivamente “assegnato al XX Battaglione Eritreo comandato dal maggiore Guglielmo Nasi“. Ma un esperto mi fa notare che Nasi non era maggiore, ma “maggiore generale”, cioè generale di divisione a quell’epoca. Ne segue che Montanelli – anche se sottotenente – era piuttosto giornalista accreditato “corrispondente di guerra” presso lo Stato Maggiore del generale Nasi (e non invece a capo di un battaglione operante). Si spiega cosi’ la tanto discussa foto col bambino: l’uniforme, non è “usurpata”, tuttavia è alquanto “fuori ordinanza” (appare improbabile un comandante di “banda eritrea” con stivali lucidi beige, e berretto rigido all’inglese).
Vi sono poi “fioriture” fantasiose nei racconti del giornalista, tipo l’ “harem” di ragazzine del generale Pirzio Biroli in cui la “sposina” sarebbe entrata alla partenza di Montanelli: la guerra d’Etiopia aveva risonanza internazionale, il governatore Pirzio Biroli era circondato da corrispondenti esteri anche “ostili”: come faceva ad avere un “harem”?
Bizzarro che la ragazzina si chiamasse Fatima, nome musulmano, in Eritrea sono quasi tutti cristiani copti. C’è poi Del Boca, il quale nell’introduzione al libro “XX° Btg Eritreo” (autore Indro Montanelli) afferma che “il fucile e il cavallo acquistato assieme a Fatima dallo sciumbasci”, non sono mai esistiti (un ufficiale comandante di compagnia ha il fucile e il cavallo in dotazione, non lo compra).
Altre contraddizioni: Serengeti – patria della bambina – è un villaggio eritreo, allora a cento chilometri dal fronte di guerra etiopico (cfr Google Maps), allora cosa pensare delle cavalcate nel deserto alla ricerca del nemico con le spose che seguivano in battaglia i valorosi ascari della compagnia comandata da Montanelli?

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A forza di dibattiti, l’anno scorso su FB arriva una testimonianza precisa (cfr qui sotto) da Seganeiti: mai sentito parlare di questa storia, né di una Fatima Desté: i discendenti Desté smentiscono fermamente.
Insomma Montanelli non ha mai “stuprato” né sposato alcuna bambina.
Però su Facebook, tutti o insistono nel credere ciecamente alle (sole) dichiarazioni di Montanelli, oppure estremamente delusi, gridano allora al bugiardo, mentitore (“comunque lo ha detto!”) ecc ecc. Allora, stupratore o bugiardo?
Avete presente Curzio Malaparte? Giovane e intellettuale fascista, come Montanelli. Poi scrisse “La Pelle”: tutti sanno del famoso “stufatino di mano umana” servito al ristorante, e anche della sirena dell’Acquario di Napoli, mangiata dai napoletani affamati. Si sa bene da tempo che lui si inventò tutto, ci sono precise testimonianze al riguardo.
E allora? Allora con un semplice raccontino, Malaparte smonta il “mito” dei bravi americani, delle eroiche “Quattro giornate di Napoli”, e ci mostra la realtà: la fine del fascismo, l’occupazione, la miseria, gli orrori di Napoli occupata, che era diventata una “corte dei miracoli” e un vero “bordello” a cielo aperto.
Così Indro Montanelli: con un bella favoletta, addio gli ospedali e le strade costruiti nell’Impero del Duce, la missione civilizzatrice dell’Italia in Africa, addio “bella abissina”. Gli italiani si comportarono da colonizzatori.
Il “madamato”: chi sapeva cosa fosse, prima che Montanelli ne parlasse? Montanelli era un giornalista “all’americana” aveva iniziato negli anni ’20 con la “United Press”, Agenzia statunitense di livello e successo mondiale, la “Verità” era l’ultimo dei problemi: si doveva “fare notizia” e suscitare scalpore. Lui (allora a Parigi) imparò e divenne eccellente in questo mestiere (la prova: ci riesce anche da morto).
Di seguito avete qui l’intervista del nipote del sig Desté vivente in Italia, il nonno del quale – prete cristiano copto – era di Serengeti. Ancora oggi modesta cittadina, dove tutti si conoscevano e nessuno ha mai sentito parlare di Montanelli e neanche della sua pretesa visita alla fantomatica Fatima (nome comunissimo musulmano, già, ma – come detto – a Serengeti sono copti).

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In questa polemica trita e ritrita, è tragicomico (più comico che tragico) che tutti sparano sentenze di obbrobrio, tutti parlano di “pederastia” ma nessuno fa una minima ricerca. Altrimenti si potrebbe verificare che tutto riposa SOLAMENTE su dichiarazioni verbali di Montanelli, senza un minimo di riscontro esterno, anzi: Del Boca – nel precisare la “favola” del cavallo e del fucile – riguardo alla sposina invece sorvola (era suo amico anche se con idee alquanto diverse, e c’è il libro ristampato a sua cura: risolverà il “dilemma”?).
In un’ intervista con Enzo Biagi apparsa alla RAI TV (poi opportunamente sparita con la scusa del copyright) bastava vedere l’atteggiamento goliardico dei due per rendersi conto che sapevano benissimo tutti e due che cosa stavano raccontando.
Infine basterebbe avere accesso allo “stato di servizio” presso il Personale del Ministero della Difesa per sapere con certezza cosa Montanelli facesse esattamente in Etiopia. Ma la Fondazione Montanelli si oppone (gli eredi ne hanno il diritto). Nessuno poi fa il parallelo con il famoso Tenente di Cavalleria Amedeo Guillet. Lui – capo di banda irregolare – ce l’aveva il fucile, il cavallo e la sposina sedicenne (quindi praticamente “zitella” secondo i canoni etiopici dell’epoca, altro che “pederasta”: una ragazza appena pubere è da marito laggiù anche oggi) e le prove per la bella Kadjia di Guillet (del Servizio informazioni inglese) ci sono sempre state. E Montanelli nel dopoguerra conobbe e intervistò Guillet. Del tutto consono al noto carattere del giornalista che si fosse quindi impadronito di questa storia, all’epoca ancora considerata da molti ammantata di esotismo africano.
Se – invece di lanciare invettive quindi – ci si vuole informare, le fonti ci sono Cfr: https://www.corriere.it/…/montanelli-merlo-libro…
La sposa bambina di Montanelli è veramente esistita? in: DIRITTO E LIBERTÀ:
https://www.stradeonline.it/…/4244-la-sposa-bambina-di…
Davvero Montanelli sposò una 12enne in Eritrea? Spunta un testimone, qualcosa non torna:
https://www.tpi.it/…/montanelli-sposa-bambina-eritrea…/

di Alberto Nani

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