RAMB. La “Regia Azienda Monopolio Banane” della Somalia italiana

Storia della RAMB. La “Regia Azienda Monopolio Banane” della Somalia italiana

ramb-pubblicitàIl Ministero delle Colonie con RDL 2 dicembre 1935 n° 2085 istituiva la “Regia Azienda Monopolio Banane”, RAMB, per il trasporto e la commercializzazione in Italia delle banane prodotte nella Somalia italiana dalle concessioni agricole di Genale e del Villaggio Duca degli Abruzzi.
Dal 1929 con la grande depressione che aveva abbattuto il prezzo del cotone del 50% le banane erano diventate la coltura più redditizia e divenne di primaria importanza la loro protezione e trasporto con apposite navi frigorifero.
Per questo motivo il Ministero delle Colonie ordinò la realizzazione quattro nuove navi che dovevano avere un’autonomia sufficiente per la rotta Mogadiscio-Napoli senza soste intermedie e a pieno carico. Alla fine del 1937 venne decisa dalla presidenza dell’azienda l’istituzione di agenzie nell’Adriatico a Fiume, Venezia, Trieste e Ancona.
Due navi vennero costruite nel Cantiere Ansaldo di Sestri Ponente e due dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico costruite negli stabilimenti di Monfalcone. Le nuove bananiere furono battezzate dall’acronimo della azienda RAMB: RAMB I, RAMB II, RAMB III, RAMB IV che andarono ad aggiunrsi alla flotta della quale facevano parte tre motonavi gemelle di dimensioni più piccole, costruite fra il 1933 ed il 1934: la Capitano Bottego, la Capitano Antonio Cecchi e la Duca degli Abruzzi.
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medaglia_rambLe quattro RAMB erano navi medio-piccole ma molto moderne. Provviste di quattro stive e di quindici picchi di carico (dodici da 5 tonnellate, uno da 30 a prua, uno da 15 a poppa e uno da 1500 kg per l’apparato motore), potevano imbarcare fino 2.418 tonnellate di carico, più dodici passeggeri, che potevano essere alloggiati in due appartamenti di lusso con camera da letto, salotto e servizi e in cinque in camerini a due letti, uno dei quali provvisto di bagno, mentre per gli altri vi era un bagno ogni due camerini.
Le navi era anche dotate di un ponte riservato esclusivamente ai passeggeri, di una sala da pranzo e di due verande-fumatoi vetrate. Le cabine dei passeggeri erano anche provviste di un sistema di aria condizionata. Per i passeggeri e l’equipaggio vi erano due imbarcazioni di salvataggio, con una capienza di cento posti.
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In base a disposizioni legislative precedenti, fin dalla costruzione delle unità era prevista la possibilità di trasformarle in incrociatori ausiliari della Regia Marina Italiana con 4 pezzi da 120/40 mm in coperta. I materiali per la militarizzazione delle navi furono posti in deposito a Massaua per due unità e a Napoli per le altre due.
Ramb IDelle sette unità sopravvisse alla guerra solo la RAMB III, che però fu catturata dalle truppe jugoslave e ribattezzata Galeb. Con la caduta della Jugoslavia la nave venne assegnata al governo del Montenegro e alcuni anni dopo venne venduta ad un uomo di affari greco. Attualmente è ormeggiata, semi abbandonata, in un cantiere navale nei pressi di Fiume.
Il consumo di banane in Italia nel 1939, ultimo anno prima della guerra, raggiunse i 450.000 quintali.
L’azienda nel dopoguerra fu mantenuta in vita come AMB “Azienda Monopolio Banane” e sopravvisse fino al 1963 quando scoppiò il noto “Scandalo delle banane”, che coinvolse la DC. Seguì un processo e la AMB venne definitivamente chiusa. Le banane somale oggi non sono più destinate all’esportazione ma solo per il consumo interno del paese.
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di Alberto Alpozzi – © Tutti i diritti riservati
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