Mussulmano con due S? Indigeno è dispregiativo? Islamista indica un integralista? Ascaro o ascari?

Crusca, Treccani, libri di storia… Basta consultarli per conoscere l’utilizzo corretto di termini “coloniali”. Ecco le risposte. Dettagli e approfondimenti nel libro “Bugie Coloniali – Leggende, fantasie e fake news sul colonialismo italiano”.

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MUSSULMANO
Musulmano oppure mussulmano con due s?
Secondo la Treccani entrambe le forme sono corrette. Precisando che oggi la più frequente nell’italiano contemporaneo è musulmano, con una sola s, più vicina all’etimo originario musliman “seguace dell’Islam”.
Mentre la forma mussulmano, con doppia s, potrebbe essere dovuta al modello di parole che iniziano con le sequenze mass-, mess-, miss-, moss-.

INDIGENO
Si accusa spesso l’utilizzo dell’aggettivo “indigeno” come dispregiativo. Non lo è affatto e mai lo fu.
Infatti ecco la definizione della Treccani: “Che è nativo e originario del luogo. Comunem. si dice di popolazione (o dei singoli individui che la compongono) che, a quanto è noto, risulta essere sempre esistita in un dato territorio e non immigrata: quindi sinon. di aborigeno, autoctono, nativo. Il termine è stato usato spec. con riferimento alla colonizzazione europea, per indicare i nativi dei luoghi occupati, in opposizione ai colonizzatori e conquistatori europei: le popolazioni i. dell’America Meridionale (spesso sostantivato: gli i., i nativi); truppe i., reclutate nelle colonie (in opposizione alle truppe metropolitane).

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ISLAMISTA
Per la Treccani “islamista” è lo studioso dell’islamismo ma è anche un sostenitore fanatico dell’islamismo come unica religione, cioè un fondamentalista islamico.
La questione è chiarita dall’Accademia della Crusca: “Possiamo datare, almeno approssimativamente, al 2002 il momento in cui islamista, sempre come sostantivo maschile, passa a indicare nella lessicografia, soprattutto nel linguaggio giornalistico, anche un sostenitore (anche fanatico) dell’islamismo come unica religione”.
L’uso giornalistico di islamista con il chiaro significato di “aderente ai movimenti terroristici di matrice islamica” fu usato per la prima volta da Bernardo Valli il 2 agosto 1987 su Repubblica nell’articolo “Vedono nel vecchio Islam il riscatto dalle delusioni”: «L’integralismo è dovuto in gran parte a un doppio fallimento: quello dei regimi modernisti filo-occidentali e quello dei regimi filo-socialisti, che si sono espressi sotto forme autoritarie negli ultimi trent’anni. Gli islamisti sono il prodotto di numerose delusioni: dalle umiliazioni militari nasseriane del 67, di fronte all’esercito israeliano, allo spreco della ricchezza improvvisa, quasi miracolosa, dovuta al petrolio negli anni Settanta.»
Su il Corriere della Sera fa la sua prima comparsa il 7 gennaio 1992.
L’impennata nell’utilizzo del termine avviene dopo l’11 settembre 20011 per consolidarsi 2004 anno della strage di Beslan2 per poi salire ulteriormente dal 20113, mantenendo poi una crescita costante.

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ASCARI
Ascaro o ascari? Con la o oppure con la i?
Il sostantivo che definiva gli indigeni facenti parte delle truppe coloniali italiane deriva dall’arabo askarī e significa «soldato».
Nei manuali militari4 si legge: “L’ascari riconosce nell’ufficiale…” con la i in luogo di un utilizzo singolare del termine e “L’ufficiale deve essere per gli ascari maestro…” con la i in luogo di plurale. Filologicamente ascari è la forma più corretta anche se nell’uso corrente venne spesso italianizzata con il singolare “ascaro”. Solitamente nei manuali si utilizzava anche la forma “militare indigeno”.
Altro esempio di uso corretto lo vediamo nel Roghi5: “l’ascari marca il passo con tutta la pianta dei sandali6 di cuoio”.
Per la Treccani entrambe le forme sono corrette: àscaro o àscari.

di Alberto Alpozzi

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NOTE
1. L’attentato alle Torri Gemelle di New York.
2. Il massacro avvenuto fra il 1º e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslan, nell’Ossezia del Nord.
3. Anno di massimo impiego della coalizione internazionale impegnata nella guerra al terrorismo in Afghanistan.
4. Comando Superiore A.O., Stato Maggiore – Uff. Operazioni, Addestramento e impiego dei reparti nella colonia Eritrea, Criteri generali – Il teatro di operazione, Tipografia A.A. & F. Cicero, Asmara, 1935.
5. Roghi B., Tessera verde in Africa orientale, Ed. Elettra, Milano, 1936.
6. Vedi cap. 21 Alpozzi A., Bugie Coloniali, Eclettica, Massa, 2021.

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