Nelle colonie italiane la Upim, il magazzino per tutti

cof

Eritrea. La sede della Upim di Asmara

I magazzini della Rinascente-Upim erano sorti nel Regno d’Italia nel 1928 dalla fusione delle due società La Rinascente e Upim “Unico Prezzo Italiano Milano” con il programma razionale del minimo guadagno sul massimo volume di vendite. Sul mercato avevano anche funzione di calmierare i prezzi.

La Rinascente, cui deve il nome al poeta Gabriele D’Annunzio, nasce nel 1917 quando Borletti Senatore rileva i grandi magazzini del fratelli Ferdinando e Luigi Bocconi.
Alla vigilia della seconda guerra mondiale contava oltre alla sede principale di Milano, quelle di Torino, Genova, Padova, Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Messina, Bari, Taranto, Siracusa, Trapani e Cagliari.
La Upim contava invece ben 36 punti vendita sul territorio metropolitano e 2 nelle colonie: all’Asmara, in Eritrea, il Grande Magazzino Upim venne inaugurato il 28 Febbraio 1938, e a Tripoli, in Libia, il 10 Ottobre.
Un terzo magazzino era in allestimento a Bengasi, su progetto dell’arch. Florestano di Fausto, ma non poté essere terminato a causa dell’occupazione inglese avvenuta il 20 Gennaio 1943.
Upim_Bengasi-Libia

Libia. La sede della Upim di Bengasi in cantiere

“Due nomi a segnare l’inizio di un nuovo programma di espansione verso le terre africane, che la sorte pareva averci destinate. Due magazzini che si erano inaugurati con pieno successo, fra il consenso delle popolazioni locali, mentre già la ruota del destino accelleravai suoi giri.” (1)

Con l’entrata in guerra la sorte peggiore toccò proprio ai magazzini d’Africa. La sede di Tripoli venne chiusa il 31 Dicembre 1942 in seguito alle continue incursioni aeree e per le sempre più crescenti difficoltà a far giungere le merci dall’Italia. Il personale venne rimpatriato, ultimo fu il gerente che riuscì ad imbarcarsi su una nave ospedale.
In Eritrea invece sin dall’Aprile 1941, dopo l’occupazione inglese, il magazzino di Asmara si era trovato tagliato fuori dalla vita della madre patria riuscendo però a proseguire per alcuni periodi la sua attività. Quando i magazzini vennero chiusi il personale maschile, trattandosi quasi tutti di ex militari, venne inviato dalle autorità inglesi nei campi di concentramento in Chenia.
Non si registrarono feriti e caduti in guerra tra i dipendenti delle sedi coloniali dei Grandi Magazzini.
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di Alberto Alpozzi
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NOTE:
1) La Rinascente-Upim durante la seconda guerra mondiale 1940-1945, Milano 1946
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Un ringraziamento particolare all’amico Carlo Fochetti per avermi donato il volume dal quale sono tratte le immagini e le informazioni di questo articolo.
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cof

Libia. La sede della Upim di Tripoli

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