Nell’Impero “Puglia d’Etiopia”, l’Ente di colonizzazione per l’avvaloramento agricolo dell’Harar

Il 2 Febbraio 1938 giungevano nella valle di Uacciò, nel commissariato di Asba Littoria in Etiopia, 105 militi-coloni pugliesi. Si trattava del primo scaglione di capifamiglia, partiti da Brindisi il 17 gennaio 1938, i quali andavano a formare il primo nucleo di colonizzazione nei territori assegnati al nuovo ente denominato “Puglia d’Etiopia”.

ISCRIVITI AL CANALE TELEGRAM “ITALIA COLONIALE” PER RICEVERE TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Ing. Giambattista Giannoccaro

L’Ente di colonizzazione Puglia d’Etiopia fu istituito con Regio Decreto Legge 6 dicembre 1937, n. 2325, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 Gennaio 1938.
Come presidente, il 29 gennaio 1938, venne designato l’Ingegnere Giambattista Giannoccaro che dovette lasciare il suo incarico di podestà di Monopoli per trasferirsi in Africa Orientale.
Nel primo articolo del decreto vengono subito esposte le finalità del nuovo organismo: «È costituito l’Ente di colonizzazione della Puglia d’Etiopia, che ha lo scopo di promuovere, mediante l’impiego di lavoratori delle Puglie inquadrati in reparti della M.V.S.N., l’avvaloramento agricolo dei terreni che ad esso saranno dati in concessione nel territorio del Governo dell’Harar».
In particolare, come si legge nel quinto articolo, l’azione di colonizzazione dell’ente si sarebbe sviluppata nella regione del Cercer. In questa zona vennero affidati all’Ente circa 5000 ettari di terreno che tramite lottizazione sarebbero dovuti essere assegnati ai vari coloni per la valorizzazione agricola.

Scopri i libri suggeriti dal sito “L’Italia Coloniale”. CLICCA QUI per l’elenco delle nostre pubblicazioni

Dal giorno dell’immissione nel podere, i rapporti tra le famiglie coloniche e l’Ente erano regolati da appositi contratti fino alla definitiva assegnazione in proprietà per l’avvenuta estinzione del debito (20 anni circa).
La celebre Guida dell’Africa Orientale Itliana edita nel 1938 a pagina 457 ci informa che erano già in atto i preparativi per la fondazione di quello che sarebbe dovuto diventare il nuovo capoluogo della regione: «[…] La pista aperta tra Bedéssa e Ghelemsò dal Genio Militare nel dic. 1936, prosegue in direzione SO, aggira uno sperone, scende nella valetta del Torr. Sagátta, che taglia quasi alla testata, e sale alla selletta della Carrà Gurgurà, che mette in comunicazione il bacino occidentale del Torr. Sagátta con quello dell’Arà Cercèr. Km. 247 c., nella conca di Uacciò sta sorgendo Bari d’Etiopia, uno dei primi centri di colonizzazione demografica nell’Impero. A d. dominano i M. del Cercèr, per lo più brulli e dai fianchi scoscesi come una muraglia».

ISCRIVITI AL CANALE TELEGRAM “ITALIA COLONIALE” PER RICEVERE TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

I coloni di Puglia d’Etiopia, inquadrati militarmente

Bari d’Etiopia fu ufficialmente fondata con una solenne cerimonia alla presenza delle autorità il giorno 23 Marzo 1940.
Già il 2 settembre 1938 si procedette alla raccolta del primo grano seminato nel maggio precedente il quale diede risultati insperati. Oltre al grano i coloni coltivarono da subito dura, patate, frumento, orzo, teff e ricino. Vennero inoltre impiantate coltivazioni sperimentali di arachidi, cotone, lino, girasole, tabacco, pioppi, agrumi, mandorli, olivi, vite e caffè.
Il 23 gennaio 1939 partivano sempre da Brindisi 15 nuclei famigliari (78 persone) raggiungendo il 10 febbraio i rispettivi capifamiglia nei territori loro assegnati.
I lavoratori alloggiavano in case coloniche interamente costruite dall’Ente con materiali autarchici reperiti direttamente sul luogo. In una relazione sullo stato dei lavori a Bari d’Etiopia del 1 agosto 1940 leggiamo che nel «comprensorio dell’Ente sono sorte ormai circa 100 case coloniche tipo che rispondono alle esigenze delle famiglie coloniche immesse nei poderi, le case sono ampliabili con facilità ed economia da 3 a 5 vani innalzando le pareti esterne delle 2 stanze posteriori che, pertanto, sono già coperte; in caso di accrescimento delle famiglie oltre il previsto, e non è da meravigliarsi se si considera la ammirevole prolificità dei coloni pugliesi, la casa può ancora ampliarsi, senza inconvenienti, con costruzioni di fianco che vengono ad armonizzarsi ed a far corpo con la casa esistente, senza far pensare a rattoppi o ripieghi».

A causa dello scoppio delle ostilità nel giugno del 1940 tutti i trasferimenti di coloni vennero sospesi e le attività dell’Ente ridotte al minimo; queste infine cessarono completamente con la caduta dell’Impero nelle mani degli inglesi.

di Tommaso Zavarise

ISCRIVITI AL CANALE TELEGRAM “ITALIA COLONIALE” PER RICEVERE TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Vuoi approfondire la storia delle colonie italiane e vorresti un consiglio? Ecco QUI l’elenco delle nostre pubblicazioni: libri, dossier e riviste. Tutti i testi sono a carattere coloniale e utili per conoscere la storia d’Italia in Africa senza i pregiudizi della dittatura del pensiero unico. Ordina i tuoi titoli inviando una mail a ilfarodimussolini@libero.it.

ORDINA inviando una mail a ilfarodimussolini@libero.it. Potrai pagare con Paypal, Postepay o bonifico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.