Reportage fotografico dall’inferno di Dallol. Il luogo più inospitale della Terra

Fumi tossici, miniere di potassio e temperature infernali: gli spettacolari scatti fotografici di Roberto Guiot e Susanna Ajassa a Dallol, uno dei luoghi meno ospitali del pianeta.

Dallol_Roberto Guiot e Susanna AjassaDepressione di Afar, Etiopia nord-orientale, ai confini con l’Eritrea, nei pressi del vulcano Dallol, che in lingua afar significa «disciolto» Siamo nel deserto della Dancalia, Corno d’Africa, una depressione che si estende dall’Eritrea meridionale fino a Gibuti e che si trova 100 m. sotto il livello del mare. Il punto più basso viene raggiunto dal lago Assal, con i suoi meno 155 m.
Una vastissima landa desertica con miniere di cloruro di potassio circondate da vulcani, in parte ancora attivi, e piscine di zolfo che ribollono ad alte temperature formando bacini dai colori iridescenti giallo e verdi.
Qui, nel “luogo più crudele sulla faccia della Terra” (cit. National Geographic) le temperature superano i 50° C
La regione è totalmente disabitata. Ma nonostante le altissime temperature, da secoli gli etiopi vi estraggono manualmente il sale: con lame affilatissime riducono grandi lastre di sale in blocchi più piccoli che vengono poi trasportati sul dorso di dromedari al mercato di Makallè.
Nella zona del cratere si trovano ancora i resti dell’impianto di estrazione del potassio costruito dall’Italia in epoca coloniale. Da qui il cloruro di potassio veniva portato all’imbarco di Mersa Fatma. Ora la miniera è una città fantasma.
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GALLERIA FOTOGRAFICA DEL REPORTAGE A DALLOL DI ROBERTO GUIOT E SUSANNA AJASSA

 

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