25 febbraio 1932. Diffusi i nuovi francobolli della Somalia Italiana

I nuovi francobolli della Somalia Italiana, con otto diversi soggetti caratteristici della colonia e rispettive cornici riportavano il valore espresso in italiano e in somalo.
Gli otto soggetti scelti erano: il faro Francesco Crispi (per i valori da 5, 7 ½, 10 e 15 centesimi), la torre Mnara di Mogadiscio, il palazzo del Governatore a Mogadiscio, un termitaio con un dubat, uno struzzo, un ippopotamo, un’antilope Kudù e il tipico leone somalo con una piccola crineria.
La serie definitiva fu stampata dal Poligrafico dello Stato nel 1932 e approvata con Regio Decreto del 7 gennaio 1932 apparso sulla Gazzetta Ufficiale n° 46 del 25 febbraio: “Vista la legge del 26 giugno 1927, n° 1013, ecc. abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1: è autorizzata l’emissione dei tipi e valori di francobolli indicati nel presente articolo, da servire per l’affrancatura delle corrispondenze in partenza dagli uffici postali della Somalia Italiana.
Art. 2: Con suo decreto il Nostro Ministro per le colonie fisserà la data in cui saranno messi in circolazione i nuovi valori, quella di cessazione dei francobolli ora in corso in Somalia Italiana, determinerà le caratteristiche speciali dell’emissione e cioè il formato del francobollo e la descrizione tecnica del disegno
riprodotto in ciascun taglio.
Questi francobolli, per i loro differenti tagli, soddisfarono tutte le tariffe postali che rimasero inalterate fino al 1938: lettera semplice 50 centesimi, raccomandata o espresso 1,25 lire, cartolina con sola data e firma 10 centesimi, con 5 parole 20 centesimi e 30 se conteneva testo.
L’emissione, come da pratica comune, venne diluita nell’arco dell’anno: i primi valori uscirono il 1° marzo per finire, con gli ultimi dei diciotto esemplari, il 7 luglio.
Somalia italiana_serie pittorica_onoranze funebri_Duca AbruzziAlla morte del Duca degli Abruzzi, avvenuta il 18 marzo 1933, i francobolli verranno utilizzati per onorarlo: otto tagli saranno sovrastampati per l’occasione ed emessi nel maggio 1934.
In Somalia i servizi postali in quegli anni erano garantiti da nove uffici postali principali che disimpegnano tutti i vari servizi con le stesse caratteristiche del Regno, e trentaquattro secondari che disimpegnano i servizi della posta valida soltanto all’interno della Colonia.
Posta agevolata dalle migliaia di chilometri di strada realizzate sulle quali correvano le autocorriere.
I servizi erano garantiti con le medesime tariffe vigenti in Italia come da R. D. 9 luglio 1926, n° 1635; prima invece vi erano tariffe speciali a causa del diverso sistema monetario, rupia e besa, che vennero abolite da de Vecchi con la conseguente adozione della lira italiana con R.D. 29 luglio 1925, n° 1143 e, per evitare perturbazioni al bilancio coloniale, la conversione fu fatta sul rapporto approssimativo già vigente tra le due unità monetarie che era di 8.80.
Questi uffici, insieme all’estesa rete radiotelegrafica, assicuravano le regolari comunicazioni tra i vari centri
della Colonia con l’Italia e l’Eritrea.
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Testo estratto dal cap. 31 “Poste e telegrafi della Somalia italiana” pagg. 233-236 del libro “Il faro di Mussolini” di Alberto Alpozzi, Eclettica Edizioni
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