Operazione BG 6, la Xª MAS colpisce Gibilterra

Operazione BG 6, la Xª MAS colpisce Gibilterra

OlterraFurono innumerevoli le operazioni di forzamento dei porti inglesi intraprese dagli uomini della X Flottiglia MAS durante la seconda guerra mondiale, per affondare o danneggiare le navi nemiche. Nell’ambito di questa strategia d’azione, il 7 maggio del 1943, sotto il comando del capitano di corvetta Ernesto Notari, partì l’Operazione BG 6. Quali obiettivi della missione, Notari scelse le navi mercantili inglesi, cariche di merci, alla fonda nella baia di Algeciras, per danneggiare la capacità di rifornimento degli Alleati. Occorreva infliggere notevoli danni alle imbarcazioni nemiche ma era altrettanto necessario distogliere la marina britannica dal porgere la sua attenzione verso l’Olterra, la nave (che stazionava nel porto spagnolo di Algeciras), utilizzata come base della X Flottiglia MAS per le incursioni nel porto di Gibilterra.
La Royal Navy aveva, al contempo, istituito un’apposita squadra di sommozzatori, l’Underwater Working Party (UWWP), sotto il comando di Lionel Crabb, con l’impervio compito di ispezionare le carene delle imbarcazioni, alla ricerca di ordigni esplosivi posizionati dagli italiani e rimuoverli. Crabb aveva poi dato avvio all’operazione Tadpole, una vera e propria azione di prevenzione e contrasto contro gli attacchi della X Flottiglia MAS nel porto di Gibilterra e nelle sue vicinanze, della cui esistenza gli uomini di Notari erano ignari.
MAS Palombari Marina MilitareAlle 22.35 del 7 maggio, fuoriuscirono dalla porta subacquea dell’Olterra tre squadre di SLC (Siluri a lenta corsa) dirette verso la baia di Algeciras, l’operazione BG 6 aveva avuto inizio. La marcia di avvicinamento fu, per gli equipaggi, estremamente ardua, per le forti correnti. Inoltre, con l’operazione Tadpole, i britannici avevano incrementato il pattugliamento delle vedette, dalle quali, ogni sei minuti, venivano gettate bombe di profondità vicino ai mercantili. Quest’ultima difficoltà, non distolse i tre equipaggi dal proseguire la missione.
Il sottotenente di vascello Vittorio Cella e il sottocapo palombaro Eusebio Montalenti portarono a termine l’operazione per primi. Nonostante la lacerazione della muta di Montalenti e i crampi alle gambe che gli impedivano di muoversi, riuscirono a posizionare la testa esplosiva dell’SLC alle alette di rollio di un piroscafo. Diversa la situazione per la squadra di Notari con il secondo capo palombaro Ario Lazzari che per le correnti marine dovette compiere un enorme sforzo fisico per mantenere stabile l’SLC. L’iniziale piano di piazzare le cariche su due imbarcazioni venne accantonata ed entrambe furono applicate su un unico nave. Nel corso della missione, Notari fu abile anche nell’attuare un piano di depistaggio, disseminando alcuni equipaggiamenti sulla spiaggia a nord di Gibilterra, così da non far comprendere agli inglesi quale fosse il luogo esatto dal quale le tre squadre erano partite.
8 maggio 1943_X mas_GibilterraLa squadra del tenente del genio navale Camillo Tadini e del sottocapo palombaro Salvatore Mattera impiegò più tempo delle altre due per concludere l’operazione per la presenza di alcuni pescherecci spagnoli. Essi rientrarono per ultimi, alle 4.15, dopo aver piazzato la testa esplosiva dell’SLC alla carena di un’imbarcazione.
Alle 6.15 dell’8 maggio la baia di Algeciras venne destata dall’assordante rumore della prima detonazione. Di lì a poco le altre cariche posizionate sulle imbarcazioni esplosero in successione. Le navi Pat Harrison, Mashud e Camerata, tutte piroscafi da carico, subirono ingenti danni.
Così Emilio Bianchi commentò la riuscita della missione: “tre navi per circa 20.000 tonnellate complessive scomparvero nelle acque di Gibilterra”. Gli inglesi ammisero la gravità delle perdite e Crabb, incredulo dinnanzi all’abilità degli italiani nell’eludere il sistema difensivo da esso stesso progettato, dovette aumentare le misure di sicurezza dotando le navi alleate, presenti nella baia di Algeciras, di un reticolato spinato posto al di sopra delle alette di rollio.
In poche ore, l’operazione BG 6 dimostrò l’inefficacia e il fallimento delle strategie adottate dalla Royal Navy per arginare la X Flottiglia MAS. Le incessanti esplosioni delle bombe di profondità e i frequenti pattugliamenti delle vedette britanniche non impedirono agli equipaggi dei tre SLC di portare a termine la missione.
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Fonte Marina.Difesa.it
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