La rotta della morte dell’Atlantis, la nave corsara tedesca nelle acque della Somalia

Hilfskreuzer_AtlantisSi nascondeva nel nostro paese, esattamente nelle Isole Bagiuni. Lì si riforniva, lì si leccava le ferite e da lì partiva per le sue sortite di caccia. Il campo di operazioni dell’Atlantis, la famosa nave corsara tedesca, fu soprattutto la Somalia; fu partendo dalla costa del nostro paese che realizzò i due terzi delle sue catture.
E un bel giorno venne ad arenarsi sulla spiaggia di Mogadiscio una nave, su quella nave c’erano i prigionieri della nave corsara.
Il 22 Ottobre 1940 era stato abbordato dall’Atlantis il piroscafo jugoslavo Durmitor, sul quale vennero trasbordati ben 300 prigionieri e che venne inviato, con un piccolo equipaggio da presa, verso la colonia della Somalia italiana, dove al termine di una navigazione oltremodo penosa finì per approdare non lungi dal porto di Mogadiscio.
Ecco come l’episodio è stato narrato da un testimone oculare, Libero Accini, un istriano che viveva a Mogadiscio,nel suo libro La rotta della morte (riportato in M. Izzo, Pirati e corsari nel XX secolo, Giovanni De Vecchi Editore, Milano, 1972, pp. 196-97):
«Una mattina vidi un bastimento, un vecchio bastimento di 5 o 600 tonnellate, andarsi ad arenare su una secca con un fracasso infernale. Saliti sul bastimento siamo assaliti da un tanfo che sale su dalla stiva, dove 100 o 150 uomini confusi con cadaveri, topi e pidocchi invocano aria e acqua. Volti di creature emaciate scheletrite, sudicie. I sopravvissuti parlano diverse lingue, provengono da diversi bastimenti. La scena è indescrivibile. A braccia portiamo fuori molti di essi e li trasportiamo a Merca dove sono stati curati e alimentati. Molti sono morti durante il trasferimento. I marinai tedeschi guardavano e tacevano».
Il testimone oculare [Libero Accini] affermò che quella nave corsara si chiamava Atlantis. La notizia era parzialmente vera. I prigionieri soccorsi dagli italiani erano solo una parte di quelli dell’Atlantis, mentre la nave finita sulle secche di fronte a Mogadiscio si chiamava Dormitor, catturata dall’Atlantis con il preciso intento di caricarla di prigionieri e di spedirla verso la Somalia italiana. Il viaggio fu infernale e la nave fu soprannominata “la nave del diavolo”. Il Dormitor finì su una secca con il suo carico di cadaveri e di uomini impazziti dalla sete e dagli stenti.
L’incrociatore ausiliario Atlantis fu una delle più celebri navi corsare tedesche della seconda guerra mondiale e, fino al momento dell’affondamento, probabilmente la più fortunata. Riuscì a catturare complessivamente 22 navi mercantili alleate, per una stazza complessiva di 146.000 tonnellate, affondandole per la maggior parte, ma utilizzandone alcune per trasferirvi gli equipaggi presi prigionieri; e anche questo fu un primato. 
atlantis_nave-corsara-tedescaL’Atlantis, conosciuta anche come HSK (Hilfskreuzer) 2, o Schiff 16, era in origine la nave da carico Gedenfels, della Hansa Line. Venne convertita in nave corsara fra il 1939 e il 1940, nei cantieri navali di Kiel e di Brema. Stazzava 7.900 tonnellate, era lunga 155 metri, larga 18 e pescava 8,7 metri. Poteva sviluppare una velocità di 16 nodi e godeva di un’autonomia di 60.000 miglia nautiche, viaggiando alla velocità di crociera di 10 nodi.
Come armamento principale disponeva di 6 cannoni da 150 mm., nascosti dietro false sovrastrutture ribaltabili, e possedeva inoltre quattro tubi lancia-siluri. Era dotata anche di un idrovolante per la ricognizione e l’avvistamento delle navi nemiche. L’equipaggio era formato da 366 uomini, dei quali 19 ufficiali e 347 marinai.
La comandava il capitano di fregata Bernhard Rogge, particolarmente esperto di navi a vela, uomo abile e deciso, che seppe condurre la guerra di corsa con il massimo di umanità possibile, date le circostanze. La crociera dell’Atlantis non fu esente dal provocare vittime innocenti. Particolarmente penosa fu la vicenda del piroscafo Zamzam, creduto inglese e, invece, appartenente al governo egiziano, che l’aveva adibito al trasporto di civili, il quale venne duramente cannoneggiato dalla nave corsara. La Somalia fu teatro di guerra a terra come in mare e il popolo somalo fu coinvolto in guerra non sua.
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di © Abdullahi Elmi Shurie  – Tutti i diritti riservati
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ENGLISH VERSION
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THE ATLANTIS GERMAN CORSAIR SHIP IN SOMALIA DURING THE SECOND WORLD WAR – THE DEATH ROUTE AND THE SKELETONS LANDFALL IN MOGADISHU
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The corsair ship was hiding in our country, exactly in the Bagiuni Islands. There was supplying and licking the wounds and from there leaving there for the hunting. The field of operations of the Atlantic, the famous German corsair, was mainly Somalia; It was starting from the coast of our country that made two-thirds of its catches.
And a good day came a ship on the beach of Mogadishu, on that ship there were the prisoners of the corsair ship.
On Oct. 22, 1940, the Juggler Durmitor steamer from Atlantis was approached by Atlantis, on which over 300 prisoners were transferred and sent with a small crew to the colony of Italian Somalia, where, at the end of a very painful navigation, to reach not far from the port of Mogadishu.
Here’s how the episode was narrated by an eyewitness, Libero Accini, an Istrian living in Mogadishu, in his book The Death Route (reported in M. Izzo, Pirates and Corse in the Twentieth Century, Giovanni De Vecchi Editore, Milan , 1972, pp. 196-97):
“One morning I saw a ship, an old ship of 5 or 600 tons, going to sand on a dry with a uproar of a hell. Up on the raft we are attacked by a stench that rises up from the hold, where 100 or 150 men confused with corpses, mice and lice invoke air and water. Faces of emaciated, skeletal, dirty creatures. Survivors speak several languages, come from different bouts. The scene is indescribable. We carry many of our arms and transport them to Merca where they were cared and fed. Many died during the transfer. The German sailors were looking and silent. “
The eyewitness [Libero Accini] stated that that corsair ship was called Atlantis. The news was partially true. The Italian prisoners were only a part of the Atlantis, while the cruise ship in front of Mogadishu was called Dormitor, captured by Atlantis with the intent to charge her and send her to Italian Somalia. The journey was hell and the ship was nicknamed ‘Devil’s Ship’. The Dormitor ended up in a dry place with his load of corpses and men crazy with thirst and drowsiness.
The auxiliary cruiser Atlantis was one of the most famous German carriers of the Second World War and, until the fall, probably the most fortunate. He managed to capture 22 allied merchant ships for a total of 146,000 tonnes, sinking for the most part, but using some to relocate the captured crews; and this was also a primacy.
Atlantis, also known as HSK (Hilfskreuzer) 2, or Schiff 16, was originally the Hansa Line cargo ship Gedenfels. It was converted into a corsair ship between 1939 and 1940, at the shipyards of Kiel and Bremen. It was 7,900 tons, it was 155 meters long, 18 meters wide and 8,7 meters tall. It could develop a speed of 16 knots and enjoy an autonomy of 60,000 nautical miles, traveling at cruising speed of 10 knots.
As a main armor, it had 6 150mm cannons, hidden behind false tilt superstructures, and also had four throttle-torpedo tubes. It was also equipped with a seaplane for reconnaissance and sighting of enemy ships. The crew consisted of 366 men, of whom 19 were officers and 347 sailors.
She was commanded by Frigate Captain Bernhard Rogge, a specialist in sailing ships, skilled and determined man, who managed to run the race war with the utmost of humanity, given the circumstances. The Atlantis cruise was not free from causing innocent victims (particularly troublesome was the story of the Zamzam steamer, believed in English and, on the other hand, belonging to the Egyptian government, who had used it for the transport of civilians, which was severely thrown by the ship. Somalia was a land of war on the ground as in the sea and the Somali people were involved in war not his own.

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