Rodi, Dodecaneso. Tornato in vita il villaggio rurale San Marco fondato nel 1936

Villaggio San Marco_Rodi (3)Il Dodecaneso italiano – durante gli anni ’30 – quale Possedimento e non quale Colonia – dipendendo in via giuridico/amministrativa dal Ministero degli Esteri – ha visto la nascita di alcuni villaggi rurali di fondazione nel territorio dell’Isola di Rodi (i centri rurali di “Peveragno Rodio” – 1929 -, “Campochiaro” – 1935-36 -, “San Marco”- 1936 -, “Savona” – 1936-38 -, in seguito denominato “San Benedetto”) e di Kos (centri rurali “Anguillara” – 1936-38 -, poi denominato “Vittorio Egeo” e “Torre in Lambi” – 1936 -), in un’ottica di sviluppo e potenziamento sia della locale agricoltura, anche a seguito di interventi di bonifica ed appoderamento, sia del controllo delle acque piovane e dei percorsi torrentizi, con estesi interventi di rimboschimento e di canalizzazione delle acque medesime.
Nella parte più a sud dell’Isola di Rodi, nella tuttora pressoché disabitata piana di Kattavia, si incontra il villaggio rurale San Marco (1936 circa), dalla chiara matrice architettonica razionalista italiana, con il campanile che rimanda – in pur semplificati termini architettonici – a quello ben piú noto della Serenissima, con la chiesa dedicata al predetto Santo ed un’intera area occupata dalle aule della scuola elementare (in una foto si scorge ancora qualche lettera della parola “elementare”), per i figli dei coloni ivi emigrati, per lo piú dalle regioni del Nord est italiano.
Villaggio San Marco_Rodi (4)Sino al 1942 circa, vi abitavano, ed ivi duramente lavoravano, un centinaio di persone, pur senza i risultati sperati in termini agroeconomici, poiché i terreni circostanti (ricavati da una precedente opera di bonifica di un’ampia area stagnante) risultavano eccessivamente acidi/salinici. Si allevava e trasformava pure il bacoda seta.
Nella medesima piana di Kattavia vi era pure una pista di atterraggio per aerei militari italiani, ora pressochè indistinguibile.
Dopo decenni di oblio e di abbandono (ció che caratterizza vieppiú tutto il pregevole costruito nel dodecaneso italiano degli anni 20-30), da circa due anni dei soggetti privati hanno orgogliosamente restaurato il corpo centrale del villaggio (con chiostro e colonnato), la chiesa ed in parte il campanile (i meccanismi dell’orologio son stati trafugati da tempo immemore), ivi aprendovi un bar/ristoro, con vendita di prodotti locali (pagina Facebook Colonia San Marco Caffe).
All’interno vi sono numerose foto d’epoca (regalate – dicono – da un anziano signore che passó i suoi primi anni di vita proprio nel villaggio rurale, figlio di coloni) con scene di vita quotidiana di italiani che – con il duro lavoro – hanno fortemente auspicato una vita e un futuro migliore, in un’isola bellissima, feconda e accogliente; Rodi, la perla dell’Egeo.
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Foto e testo di Agostino Rubelli – Tutti i diritti riservati
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