Il Faro dell’Impero per gli Eroi della guerra d’Etiopia

“Oggi 5 maggio, alle ore 16, alla testa delle truppe vittoriose, sono entrato in Addis Abebà” telegrafò Badoglio nel 1936 stabilendo così la vittoria della guerra d’Etiopia.
“L’Italia ha finalmente il suo impero. […] Il popolo italiano ha creato col suo sangue l’Impero. dirà Benito Mussolini nel discorso del 9 maggio in piazza Venezia a Roma.
il_faro_dell'impero_monte-mucrone mFrasi impresse nella memoria storica italiana che segnarono un’epoca, meno note invece sono quelle di Walther Bragagnolo, segretario del fascio di Biella, che fu il fautore della costruzione di un monumento dedicato alla memoria dei caduti italiani nella guerra abissina: “Si può dire […] che una luce inestinguibile splenda nei nostri cuori per coloro che hanno offerto la vita alla Patria. Perché non realizzare codesta luce che è in noi, in una lama di luce sciabolante l’oscurità e che richiami al ricordo, alla riconoscenza ed all’amore i cittadini anche di più lontane regioni? Così è che il Fascio di Biella qui sulla vetta più alta del monte Mucrone, santificata dalla Croce e dalla Vergine Bruna, che sovrasta la terra del lavoro industre ed alacre, stabilisce si eriga il Faro dell’Impero dedicato ai Caduti nell’Africa Orientale: sarà il primo monumento in Italia e sarà offerto da oblazioni popolari”.

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Bragagnolo stava parlando della costruzione di un grosso faro a proiettore sulla vetta del monte Mucrone, a Biella, alla quota di 2.335 m. da inaugurarsi il 28 ottobre 1936 con il nome di Faro dell’Impero per commemorare il sacrificio dei caduti italiani (4.350 morti e 9.000 feriti) in terra d’Africa durante i 7 mesi di guerra in Etiopia.
faro_dell'impero_monte-mucrone_cartolinaLa spesa per la nuova opera venne sovvenzionata con oblazioni volontarie da parte di cittadini ed enti nazionali, la sottoscrizione minima fu di 1 Lira, ed i nomi dei sottoscrittori vennero murati alla base del monumento.
La prima donazione, di L. 2.000, giunse dallo stesso segretario Bragagnolo, dal direttorio e dal Fascio della città Biella, successivamente vennero versate L. 500 dal Tenente Colonnello Pittau raccolte dai fanti del 1° battaglione del 68° Fanteria di Biella, altre offerte giunsero dal locale Distaccamento della Milizia Antiaerea e dai Fasci dei comuni limitrofi.
Il progetto venne affidato all’ing. Federico Maggia che progettò un basamento esagonale in pietra al quale venne fissato un traliccio in tubolare metallico alto 10 m. sulla cui sommità venne montato un proiettore esagonale girevole con una luce visibile in un raggio di 150 km. con un impianto di accensione curato dall’ing. Carlevaro della Società Teleferica. (nella foto qui sotto il basamento esagonale privato del faro)
basamento_faro_impero_mucroneLeggiamo dal quindicinale Il Popolo Biellese, diretto da Vittorio Sella:

“I lavori sono proceduti sotto la direzione dell’Ing. Federico Maggia, progettista, in modo ammirevolmente alacre. Gli operai gentilmente ospitati nel Rifugio del Club Alpino all’alba salivano animati da un insolito ardore. Qualche tempo di sospensione nei giorni in cui la temperatura scesa a -8 era più rigida e poi di nuovo all’opera!”.

E ancora, in occasione della visita al cantiere da parte di Luigi Zaverio Bracco e di Adolfo Rivetti membri del direttorio del Fascio biellese: “I lavori per la costruzione del Faro dell’Impero proseguono a ritmo accelerato. Condotti avanti da una squadra di operai che non contano le ore lavorative, né allentano il loro lavoro pur con il freddo che lassù attanaglia, i lavori stessi giungeranno al termine prima ancora della data prestabilita e cioè del 28 ottobre. La costruzione muraria è stata ultimata […] è stato posto il tronco in tubolari di ferro […] Non manca che la posa della lampada girevole che verrà effettuata entro la settimana in corso”.

monte-camino_faro-imperoMercoledì 28 ottobre 1936 alle ore 10.00 alla presenza del segretario del Fascio di Biella Bragagnolo, del vice podestà cittadino prof. Giuseppe Pella, degli ingegneri Maggia e Carlevaro, dei dirigenti delle imprese costruttrici Fratelli Barbera e Ramella il Faro dell’Impero venne solennemente inaugurato con una messa tenuta da Don Giovanni Arduino mentre alle ore 17.00, alimentato da un cavo che lo collegava con la stazione superiore della teleferica, il nuovo Faro irradiò con i suoi fasci luminosi tutta la pianura sottostante. (Clicca QUI per vedere una foto del faro dell’Impero nel 1937)
Alla base del faro venne murata una lapide che recitava: “A dire sublime grandezza di eroi onde si veneri chi Etiopia, resa italico impero, del suo sangue sacrò, le genti del monte, de le valli, del piano, auspice il Fascio di Biella, ardenti religiosamente memori eressero”.
basamento_faro_impero_CAI_mucroneOggi sulla cima del monte Mucrone del Faro dell’Impero e della memoria dei caduti italiani della guerra Etiopia resta solamente il basamento esagonale in pietra privato delle lapidi commemorative e della struttura metallica che è stata spostata sulla cima del monte Camino (foto con la chiesetta).
Dal 21 luglio 2013, sui monconi tagliati del traliccio metallico del faro, è stata installata, in occasione dei 150 anni del Club Alpino Italiano, l’opera dell’artista Paolo Barichello raffigurante il logo del C.A.I.: la stella, l’aquila e il Monviso.

di Alberto Alpozzi – © Tutti i diritti riservati

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FONTI

Il Popolo Biellese – bisettimanale del Fascio di Biella
Il Biellese – bisettimanale cattolico
La Nuova Provincia di Biella

5 thoughts on “Il Faro dell’Impero per gli Eroi della guerra d’Etiopia

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