L’incontro del Presidente Meloni con El Sisi: fonti energetiche, immigrati e Regeni

Il Presidente Meloni in Egitto con il Presidente egiziano El Sisi

Il governo Meloni è il sessantottesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della XIX legislatura in carica dal 22 ottobre 2022.
L’ eccezionalità di questo governo del centrodestra è il fatto di essere presieduto da una donna per la prima volta nella storia della Repubblica italiana. Nel brevissimo lasso di tempo in cui è stata al potere, il Presidente Meloni ha ricevuto varie critiche.
Una riguarda anche la partecipazione alla Cop27, svoltasi a Sharm El Sheik dal 6 al 18 novembre, su invito del Presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi.
Il Presidente Meloni è il primo premier italiano in visita in Egitto da quando nel 2016 fu trovato morto Giulio Regeni.
Durante il vertice  sono state discusse le modalità di sviluppo delle relazioni economiche, commerciali e di investimento tra i due Paesi, oltre alla cooperazione industriale congiunta con l’Italia.
Si è discusso del dossier della sicurezza energetica, considerato uno dei più importanti percorsi di partnership tra le due parti negli ultimi anni, soprattutto con la società “Eni” nel campo del gas naturale, con la possibilità di considerare la realizzazione dell’interconnessione elettrica con l’Italia, al fine di sfruttare le ricche e diversificate capacità dell’Egitto per contribuire ad affrontare la sfida in Europa e nella maggior parte dei Paesi del mondo per far fronte alla crisi energetica.
Scambio di spunti anche sul coordinamento degli sforzi tra Italia ed Egitto quale primo partner dell’Unione Europea nel campo della lotta all’immigrazione clandestina. 

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Maya Morsi presidente Consiglio nazionale delle donne in Egitto

Il Presidente del Consiglio italiano ha elogiato gli sforzi intrapresi dall’Egitto, in materia di  immigrazione clandestina, mentre il Presidente El Sisi ha confermato  la disponibilità dell’Egitto a cooperare con le autorità italiane interessate al riguardo. L’incontro ha preso anche in rassegna le questioni relative alla sicurezza del Mediterraneo, in particolare il dossier libico, dove si è convenuto sulla necessità di preservare l’unità e la sovranità della  Libia, e favorire lo svolgimento delle elezioni presidenziali. Oltre a rafforzare il ruolo delle autorità di sicurezza nella lotta al terrorismo.  L’incontro ha ovviamente toccato il caso “Regeni” e la cooperazione per arrivare alla verità e ottenere giustizia.
Come si può facilmente comprendere quindi, far piena luce sulla vicenda Regeni non è incompatibile con il corretto proseguimento di relazioni politiche, economiche e culturali tra due Partner come Roma e Il Cairo.
Si tratta di avere invece consapevolezza che l’assenza di dialogo sarebbe totalmente dannoso sia sul piano internazionale e bilaterale sia  su quello stesso degli esiti della vicenda di cui occorrerebbe chiedere conto anche alle tutor inglesi del ragazzo.
D’altronde l’opposizione che ha mosso le critiche, è la stessa sotto il cui governo precedente, si è verificata la consegna delle fregate Fremm all’Egitto al porto di La Spezia con tanto di cerimoniale, e in questi anni uno dei principali sponsor di EDEX EXPO DEFENCE , la fiera di armi più importante del Medio Oriente, è stata FINCANTIERI, società detenuta dallo Stato Italiano  per la quota del 72%.
L’altra critica le è stata mossa dalle femministe di sinistra, per aver recato con se la figlia Ginevra al G20 di Bali, ma questa è ancora più ipocrita, in quanto colpisce la figura di Giorgia Meloni nell’aspetto più profondo di ogni donna, quello di madre, che a causa di impegni istituzionali, ha meno tempo a disposizione per godere del rapporto genitoriale.
Evidentemente in un Occidente che insiste sempre sui diritti delle minoranze, le femministe non trovano di meglio da fare che attaccare una donna nel suo ruolo di madre.
Un corto circuito mentale tra i mille a cui ogni giorno assistiamo esterrefatti, mentre ci sarebbero ben altri problemi da affrontare anche in materia di parità di genere.
Un esempio tra i tanti, l’uguaglianza di retribuzione a parità di lavoro, di cui per inciso si è già occupato il Presidente El Sisi, garantendola in Egitto.

di Chiara Cavalieri

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