Dio, Patria, Famiglia. Il Vangelo del Soldato in Etiopia nel 1936

Pensieri dell’Ordinario Militare S. E. Mons. Angelo Bartolomasi, sulla Consacrazione al S. Cuore delle Forze Armate. “pro aris et focis”

il Vangelo del Soldato_1936«Non ha forza il braccio, se dal cor non la prende» (V. Monti) e perciò «tanto vale il fucile quanto vale il cuore». (Diaz). Il soldato deve tenere alto il cuore, alto nell’amor di Dio, della Patria e della famiglia: alto e forte nel compimento del dovere a qualunque costo e nei dolori, inevitabili, perché non si dà beneficio senza sacrificio.
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Perciò il soldato deve, vuole, sentire palpitargli vicino al suo i cuori di Dio, della Patria e della Famiglia.
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Avvicinare i cuori di Dio e del soldato!… opera magnifica, anche benefica per la Patria e per la Famiglia.
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Avvicinare questi Cuori… ecco che cosa vuole l’Opera della Consacrazione de soldati al S. Cuore, vuole farne cuori amici, perché il soldato prenda forza e fiducia dal Cuore di Gesù, che col Vangelo insegnò tutti i doveri, nella sua Vita conobbe tutte le battaglie, nella sua Passione sentì tutti i dolori, mori vittima, ma vinse e trionfò.
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