Mentre la Marina viene reimpiegata nel Mediterraneo per l’emergenza migranti i pirati tornano a colpire nel Mar Rosso

Gibuti, 1 giugno 2017 – Seguitano gli assalti di pirati nel golfo di Aden. Dopo gli attacchi di marzo e aprile al largo delle coste somale ieri la petroliera “MT Muskie” battente bandiera delle isole Marshall è stata attaccata e fatta segno di armi da fuoco.
Bab al-MandebLa petroliera si trovava sette miglia a sud est dell’isola di Perim (Mayyum) nei pressi dello stretto di Bab-el Mandeb tra Somalia e Gibuti, dove transitano quotidianamente quasi quattro milioni di barili di petrolio verso l’Europa, gli Stati Uniti e l’Asia, quando è stata colpita da almeno tre razzi RPG.
L’attacco è stato sventato dalle guardie armate della compagnia petrolifera. Il barchino dei pirati, colpito da una granata e alcuni proiettili esplosi da bordo, è esploso.
Alcune fonti non confermate riportano che i pirati potrebbero essere militanti Houthi provenienti dalle coste dello Yemen, a causa della continua instabilità della zona.
Diverse infatti sono le navi nei pressi della costa meridionale dello Yemen che sono state attaccate negli ultimi mesi dagli Houthi che stanno combattendo nello Yemen una guerra civile che ha creato milioni di profughi.
La petroliera marshallese era in viaggio da Fujairah, Emirati Arabi Uniti, a Rabigh, in Arabia Saudita. Secondo rapporti non ancora confermati, la petroliera avrebbe subito lievi danni che le hanno permesso di proseguire il viaggio. L’equipaggio della “MT Muskie” è tutto illeso.
Il risveglio della pirateria in questo tratto di mare, fronteggiato dalle missioni internazionali di antipirateria EUNAVFOR e ATALANTA, pare sia direttamente collegato con il ridislocamento di diverse unità delle Marine Militari nel Mediterraneo per fronteggiare l’emergenza migranti ma anche per sostenere i costi della trasmigrazione in atto verso l’Europa. Non in ultimo va considerata la recente infiltrazione dell’ISIS nel nord della Somalia.
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di © Alberto Alpozzi  – Tutti i diritti riservati

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