Sfruttamento di giacimenti offshore. Crisi diplomatica tra Kenya e Somalia per il confine marittimo

Il Kenya pretende che il confine sia la prosecuzione verso est del parallelo partente dal confine terrestre dandogli maggior territorio marino, mentre la Somalia, secondo i principi dell’UNCLOS (Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare), ritiene che esso debba essere una linea di equidistanza perpendicolare alla costa e corretta, nel caso di circostanze rilevanti, in modo da raggiungere un equo risultato.

Disputa confine marittimo Kenya-SomaliaIl Kenya ha richiamato il proprio ambasciatore in Somalia e ha espulso l’ambasciatore somalo dal Kenya. La motivazione della crisi diplomatica sarebbe da imputarsi ad una presunta presa di possesso di acque territoriali ritenute dal Kenya di loro proprietà da parte della Somalia.
Il segretario agli affari esteri keniota Macharia Kamau ha dichiarato sabato che il richiamo è una conseguenza “della decisione del governo della Somalia di mettere all’asta blocchi di petrolio e gas nell’area territoriale marittima del Kenya che confina con la Somalia”.
Il ministero degli Esteri della Somalia ha respinto con forza le accuse mosse a Mogadiscio, dicendo che il governo ha semplicemente presentato mappe e indagini sismiche: “La Somalia non offre ora né ha intenzione di offrire in futuro alcun blocco nella zona marittima controversa fino a quando il confine marittimo delle parti non sarà deciso dall’ICJ” ed ha aggiunto che desidera “rassicurare il governo del Kenya che sostiene il suo impegno a non intraprendere alcuna attività unilaterale nell’area controversa fino al momento in cui la Corte Internazionale di Giustizia non emetterà il suo giudizio”.
.
.
Una crisi di non poco conto se si tiene anche conto che Il Kenya ha diverse migliaia di soldati in servizio in Somalia come parte della Missione dell’Unione Africana per combattere i militanti di Al-Shabab e ospita oltre 400.000 rifugiati somali e richiedenti asilo.
L’annosa disputa tra Somalia e Kenya per il possesso di più di 100 mila kmq di acque territoriali prosegue e pare acuirsi in vista di possibili cessioni a società straniere per lo sfruttamento dei giacimenti offshore di petrolio e gas.
Il caso di Mogadiscio contro Nairobi si concentra su un tentativo di ridisegnare il confine marittimo, a vantaggio del Kenya, che interesserebbe almeno 3 dei 20 blocchi petroliferi offshore.
lamu-lapssetIl triangolo di oceano conteso si trova proprio di Lamu, località marittima al confine con la Somalia, destinata a diventare l’hub del corridoio Lapsset (Lamu Port – South Sudan – Ethiopia Transport) , la nuova rete transnazionale di trasporto petrolifero che collegherà il porto keniano con il Sud Sudan e l’Etiopia. La raffineria sarà capace di lavorare 120 mila barili di greggio al giorno e sarà dotata di un moderno terminal portuale per facilitare il trasporto marittimo. Il progetto del porto keniano di Lamu prevede la realizzazione, proprio nella zona contesa con la Somalia, di tre terminal marittimi in acque profonde: uno porterà il greggio da Juba, in Sud Sudan, un’altro fornirà petrolio raffinato al mercato etiope e il terzo raggiungerà Mombasa per collegarsi con l’oleodotto che dalla città portuale arriva a Kampala, in Uganda.
Costo dell’operazione: 48 miliardi di dollari. Al momento l’opera è stata completata al 60% con l’obiettivo di terminarla entro il 2020 e il Kenya ha già assegnato tre blocchi petroliferi all’italiana Eni.
.
di © Alberto Alpozzi  – Tutti i diritti riservati
.
Adrian Blomfield-oli-somalia-kenya-eni
Annunci

One thought on “Sfruttamento di giacimenti offshore. Crisi diplomatica tra Kenya e Somalia per il confine marittimo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...