L’albero che potrebbe salvare la Somalia

Moringa StenopetalaHo scoperto che a Mogadiscio in molti giardini cresce quest’albero e che la gente incomincia a capire quanto sia utile. Voi ne sapete qualcosa di questa pianta?
Fareste bene ad averla anche voi nel vostro giardino o sul balcone in vaso.
Praticamente tutta la pianta è commestibile e possiede un notevole interesse dal punto di vista nutrizionale. È di grande rilievo il fatto che il contenuto proteico delle parti della pianta è completo, ovvero le parti della pianta contengono tutta la gamma degli aminoacidi richiesta per il fabbisogno proteico, anche quelli pregiati. Questo fatto è pressoché unico tra i vegetali: si può definire Moringa come l’unica pianta oggi nota con tali caratteristiche.
Tali caratteristiche rendono la moringa una pianta interessante anche dal punto di vista umanitario, in quanto possiede un grande potenziale per combattere fame, malnutrizione, e povertà.
Si chiama Moringa Oilifera, ma il genere che ho visto a Mogadiscio è una specie congenere e si chiama Moringa Stenopetala e raggiunge dai 4 ai 7 m di altezza, ma con suolo profondo e fertile supera anche i 10 m; ha tronco eretto o ramificato dalla base, molle e a consistenza spugnosa; il legno è debole, i rami, sottili e intrecciati, sono penduli.
Le foglie sono pluricomposte (ogni foglia è composta da alcune fogliole), ogni fogliola è imparipennata con foglioline ovali opposte e con una fogliolina terminale; le foglie sono alquanto robuste, verde chiaro al dorso, verde glauco (pallido) al verso.
Le radici hanno un forte odore e sapore di ravanello, da cui deriva il nome di “horseradish tree” cioè l’albero del ravanello.
Moringa Stenopetala2I fiori sono piccoli e numerosi, di colore bianco crema, ottimi produttori di nettare per le api, di discreto valore decorativo. In ambiente tropicale la pianta può fiorire due o tre volte all’anno.
I frutti sono grandi baccelli a sezione triangolare, affusolati e appuntiti (30–45 cm di lunghezza), verdi e morbidi se immaturi; a maturità assumono una colorazione ocra e poi marrone e una consistenza legnosa.
I semi bruni contenuti sembrano fagioli, ma sono tondeggianti e sono dotati di una membrana cartacea; sono da 16 a 22 per baccello, mentre ogni albero produce da 20 fino a 80 baccelli.
Le foglie sono molto ricche in proteine, vitamine e sali minerali. Hanno un sapore leggermente piccante e gradevole anche allo stato crudo. Spesso sono preparate in insalata; possono anche essere cotte come gli spinaci. Contengono il 25 per cento in peso di proteine, più delle uova e il doppio del latte di mucca, il quadruplo in vitamina A delle carote e quasi otto volte la vitamina C delle arance, il triplo del potassio delle banane. Un simile contributo proteico fa pensare che tale nutrimento possa essere un utile supporto per le gestanti e per l’allattamento umano in condizioni di povertà e difficoltà. Le foglie, oltre che direttamente per l’alimentazione umana, possono essere utilizzate come foraggio per l’allevamento di animali. Se le foglie sono usate come foraggio assieme alla pasta residua dell’estrazione dell’olio, costituiscono un buon ricostituente alimentare per gli animali erbivori, di cui sembra migliorare le condizioni vitali. Sono un buon supporto post-parto per le vacche che reggono egregiamente elevate produzioni di latte e per la crescita dei vitelli. La definizione di “animali erbivori” si deve intendere in senso lato dato che le foglie sono fortemente appetite da tutti gli erbivori, anche da pesci erbivori come le carpe che ne sono molto ghiotte.
Moringa Stenopetala4Per quanto riguarda i frutti, l’uso più diffuso e frequente è la bollitura dei baccelli immaturi (detti ‘mazze da tamburo’), che hanno il sapore degli asparagi. Nella medicina tradizionale Siddha sono considerati dei potenti afrodisiaci per ambedue i sessi. Anche i fiori sono commestibili e vengono di norma preparati in insalata. Inoltre, la moringa è pianta mellifera, e quindi può esser prodotto il miele dai suoi fiori. I semi vengono assunti bolliti o tostati e hanno il sapore dei ceci. L’estrazione di olio dai semi è un’importantissima risorsa: i semi contengono dal 30 al 50% di olio (per confronto, le olive ne contengono dall’8 al 20%). L’olio estratto contiene dal 65 al 76% di acido oleico che è lo stesso grasso insaturo dell’olio d’oliva. L’olio è dolce e saporito e non irrancidisce, a differenza dell’olio di Jatropha. È perfettamente adatto all’alimentazione umana. Estratti gli oli dai semi, la pasta residua contiene il 60% di proteine pregiate. Questa è una quantità enorme se si considera che il residuo dell’analogo trattamento della soia, prodotto di discreta qualità proteica vegetale, produce dal 30 al 35% di proteine, la cui gamma di aminoacidi, come per la gran maggioranza degli altri vegetali noti, è incompleta. Le proteine ottenute della pasta residua sono adatte per l’alimentazione umana.
Moringa Stenopetala3Anche le radici sono commestibili e hanno sapore piccante come di ravanello. L’aroma piccante delle radici è più pronunciato di quello delle foglie. Analogamente al rafano, l’uso comune delle radici è quello di aromatizzante, ma ne è sconsigliato l’uso in quantità eccessiva per la presenza della spirochina, un alcaloide che interferirebbe con la trasmissione nervosa.
L’olio estratto dai semi può essere usato per produrre saponi, lubrificanti e cosmetici dal valore equivalente a quelli prodotti con l’olio di oliva, e quindi piuttosto elevato. Gli oli estratti sarebbero anche adatti alla preparazione di carburante biodiesel, anche se sembra un uso non appropriato visto la qualità e i potenziali usi alimentari.
Dalla corteccia sono estratte una gomma dai molti usi e sostanze tanniche usate per la concia delle pelli. Il legno può essere utilizzato per l’industria della carta e fornisce inoltre una tintura di colore azzurrato.
Moringa Stenopetala3aDalle foglie di Moringa oleifera si può preparare un concime liquido mediante la infusione delle foglie in acqua per diversi giorni. L’aumento di crescita delle piante concimate mediante la nebulizzazione del liquido ottenuto sulle superfici assorbenti è notevole (fino al 25%).
L’uso più famoso della pianta è quello di depurazione dell’acqua tramite i semi. La farina di semi di moringa è un ottimo depuratore dell’acqua o di altri liquidi alimentari, avendo un eccellente potere flocculante: fissa e adsorbe (cattura fissando) i corpi batterici e le altre impurità in sospensione nei liquidi inglobandoli in fiocchi che poi precipitano al fondo, lasciando il liquido più limpido e depurato. Il potere flocculante è dovuto ad un polielettrolita particolarmente efficace. Tale proprietà di purificazione è ben nota nelle zone nelle quali spesso l’acqua non è pura. In questi luoghi la moringa è definita come “l’albero dell’acqua pulita”. Ad esempio nella valle del Nilo è conosciuta come “Shagara al Rauwaq” che significa testualmente “albero che purifica”.

di © Abdullahi Elmi Shurie  – Tutti i diritti riservati

 

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