Chi è Mohamed Abdullahi Mohamed “Farmajo” il nuovo Presidente della Somalia

Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Formaggio, in somalo Maxamed Cabdulaahi Maxamed soppranominato Farmajo, nato a Mogadiscio nel 1962, è il nuovo presidente della Repubblica Federale della Somalia.

mohamed-abdullahi-mohamed-farmajo_somalia3È stato ambasciatore della Somalia negli Stati Uniti dal 1985 al 1989. Dall’ottobre 2010 al giugno 2011 ha ricoperto la carica di Primo ministro della Somalia. Il 14 ottobre 2010 il presidente Sharif Sheikh Ahmed nominò Formaggio come nuovo Primo Ministro, il quale ottenne la fiducia del Parlamento con la maggioranza di 297 voti su 392.

Da mesi, intanto, proseguiva lo scontro politico con il Presidente del Parlamento Sharif Hassan sull’indizione delle elezioni, che avrebbero dovuto tenersi a fine mandato, cioè ad Agosto 2011, ma che Ahmed voleva posticipare. Il 9 giugno 2011 i due si accordarono a Kampala, capitale dell’Uganda, sotto la supervisione del Presidente ugandese Yoweri Museveni e dell’inviato speciale ONU in Somalia Augustine Mahiga. Con l’accordo i due politici decisero di posporre le elezioni ma, al contempo, di formare un nuovo governo. Gli analisti politici hanno ritenuto che Ahmed abbia sacrificato il Primo Ministro, il cui governo era molto stimato in Somalia ed all’estero, pur di frenare le ambizioni presidenziali di Hassan.
mohamed-abdullahi-mohamed-farmajo_somalia2La notizia delle previste dimissioni del governo fece infuriare la popolazione somala, che aveva sempre sostenuto con sincerità il governo di Formaggio. Proteste scoppiarono in varie città: migliaia di civili, molti soldati ed alcuni parlamentari sfilarono per le strade di Mogadiscio, chiedendo le dimissioni di Ahmed e di Sharif Hassan e lo scioglimento del Parlamento per andare a nuove elezioni. La folla chiese che Formaggio restasse al proprio posto, e molti manifestanti lo descrissero come l’unico politico somalo onesto che si fosse visto negli ultimi anni. I dimostranti bruciarono simbolicamente alcune immagini di Mahiga, e chiesero al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon di sostituirlo, in quanto Mahiga avallando l’accordo aveva contribuito a violare la sovranità nazionale somala. Furono attaccati anche alcuni hotel in cui alloggiavano dei parlamentari, e in tutto si contarono 5 morti. Ulteriori manifestazioni si tennero Gallacaio e a Beled Hawo. Le proteste furono organizzate addirittura anche dalle comunità somale all’estero al Il Cairo, a Nairobi, Johannesburg, Sydney, Londra, Roma, Stoccolma, Minneapolis e Toronto.
A Radio Mogadiscio Ahmed invitò l’esercito a gestire la situazione ma al contempo disse che avrebbe ascoltato le ragioni così fortemente espresse dai manifestanti. In una successiva conferenza stampa chiese l’immediato rilascio di tutti i dimostranti detenuti, ed annunciò l’inizio di un’inchiesta indipendente sui loro arresti. L’11 giugno Formaggio dichiarò che l’accordo di Kampala avrebbe dovuto essere presentato al Parlamento per essere discusso e valutato, in accordo con quanto stabilito dalla costituzione, e che se il Parlamento lo avesse approvato lui si sarebbe dimesso senza problemi. Il giorno dopo Ahmed condannò le proteste definendole illegali ed ipotizzò che venissero finanziate da funzionari governativi; inoltre avvertì che i terroristi islamici di Al-Shabaab avrebbero potuto sfruttare le folle per compiere attentati.

mohamed-abdullahi-mohamed-farmajo_somalia1In un’intervista del 16 giugno il sottosegretario del Ministero degli affari esteri italiano Alfredo Mantica ha espresso il suo supporto a Formaggio e la convinzione del governo italiano che l’accordo avrebbe dovuto essere rivisto dal Parlamento. Il sottosegretario ha inoltre lodato l’operato di Farmajo e la necessità di mantenerlo in carica per favorire la stabilità politica.
Il 19 giugno Farmajo si dimise da Primo Ministro. L’Accordo di Kampala prevedeva anche che il mandato del Presidente e del Parlamento fosse esteso di un anno, fino all’Agosto 2012, e così si fece. Formaggio disse di essersi dimesso nell’interesse della Somalia, e ringraziò il suo esecutivo per il sostegno e l’impegno mostrato per favorire la sicurezza ed il buon governo del paese, Abdiweli Mohamed Ali, Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale sotto Farmajo, fu nominato il giorno dopo Primo Ministro ad interim il 23 giugno sarebbe stato confermato in carica a titolo definitivo.
L’Accordo di Kampala e le dimissioni di Formaggio furono accolti con rabbia dall’opinione pubblica e da molti parlamentari. Le maggiori preoccupazioni riguardarono il possibile risorgere della corruzione politica ed amministrativa, problema di lunga data della Somalia per risolvere i quali Formaggio aveva fatto notevoli passi avanti. I parlamentari garantirono la loro compatta opposizione ad oltranza all’accordo. Inoltre, numerosi osservatori hanno notato come l’accordo fosse per il governo un clamoroso passo falso, ed offrisse ai ribelli islamisti antigovernativi del sud del paese la possibilità di approfittare della corruzione e della scarsa credibilità del governo, per incrementare le proprie conquiste territoriali e reclutare un maggior numero di uomini. Ciò soprattutto a causa dell’ingerenza dell’Uganda, intervenuta pesantemente nell’accordo in un modo a dir poco problematico :un precedente che avrebbe potuto inaugurare altre future intromissioni di paesi stranieri nella politica nazionale. Non a caso i terroristi islamici di Al-Shabaab denunciarono l’accordo come una prova del fatto che il paese fosse controllato dall’Uganda ed un mero piano per costringere Farmajo alle dimissioni. Gli islamisti ribadirono di non voler riconoscere il governo di Ahmed e di voler cacciare dal paese le truppe ugandesi dell’AMISOM.

Alla fine, il 28 giugno Ahmed ritirò l’accordo ancor prima di sottoporlo al Parlamento, benché avesse già provocato le dimissioni di Formaggio e l’estensione della legislatura.

di © Abdullahi Elmi Shurie  – Tutti i diritti riservati

5 thoughts on “Chi è Mohamed Abdullahi Mohamed “Farmajo” il nuovo Presidente della Somalia

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