La Croce Rossa Italiana in Eritrea

Il 1° marzo 1896 inizia la tragica battaglia di Adua. Già alcuni mesi prima la Croce Rossa che era incorporata nel Regio esercito, emana il seguente Ordine del Giorno:
“In esecuzione agli ordini contenuti nella lettera di S.E. il Governatore (Oreste Baratieri), in data 21 Aprile 1895 il Servizio dell’infermeria presidiaria in Asmara, verrà assunta dal personale dell’Associazione Croce rossa italiana, testè inviata nella Colonia con un ospedaletto da montagna di 50 posti.

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Il Sig. Direttore dell’ospedaletto della Croce rossa riceverà in consegna dal Capitano medico direttore dell’infermeria, gli ammalati in cura e tutti quei materiali attualmente in consegna all’infermeria stessa.
Prenderà inoltre in consegna l’ospedale n° 14 e la sezione di sanità per le Truppe d’Africa, che la direzione di sanità tiene in deposito ad Asmara, provvedendo alla manutenzione e buona conservazione di tali dotazioni.
Appena possibile il direttore dell’ospedaletto invierà in Adi Ugri un medico, il personale subalterno e il materiale di ogni genere occorrente per impiantarvi un infermeria di 15 letti. Il direttore dell’ospedaletto provvederà con proprio personale in Asmara e in Adi Ugri ai servizi di sifilocomio ed a quelli di ambulatorio per poveri europei ed indigeni, nei locali attualmente adibiti o che saranno destinati a tali scopi.
Il personale della Croce Rossa è soggetto alle disposizioni del codice penale militare ed alla disciplina militare a termine del regolamento sul servizio di guerra.
Nell’infermeria di Asmara trovansi degenti n° 52 tra infermieri e feriti, residuo della battaglia di Cohatit e Senafè, i quali, a partire dall’11 maggio saranno affidati alle cure della Croce Rossa.”

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Nel maggio dello stesso anno l’ospedale ebbe l’onore di essere passato in rassegna da S. E. il Governatore Generale Barattieri e dal Generale Arimondi. Ai primi di dicembre 1895 la CRI aveva in Eritrea l’Ospedale di guerra n° 14 in Asmara con un distaccamento in Adi ugri, più un ambulatorio da montagna.
Altre otto ambulanze vennero poi inviate dalla CRI in Eritrea, assieme ad una larghissima provvista di generi alimentari e di materiale sanitario diverso.
Come è noto parecchie centinaia di ascari al servizio dell’Italia, fatti prigionieri nella battaglia di Adua, vennero nel campo nemico crudelmente amputati di una mano e di un piede e quindi rimandati nei possedimenti italiani.
I posti di medicazione istituiti dalla CRI con le ambulanze portarono i primi soccorsi.
Gli ascari mutilati vennero inoltrati in Asmara. La CRI incaricò l’ortopedico Cav. Ernesto Invernizzi di provvedere alla costruzione ed all’applicazione delle sole gambe mutilate, oltre agli apparecchi di protesi la CRI distribuì alle famiglie degli ascari cospicue somme in denaro.
La Croce rossa Italiana diventerà poi, nel tempo, una delle più importanti associazioni di volontariato al mondo.

di Pasquale Santoro

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