Vaccinazioni e assistenza sanitaria per i lavoratori italiani in partenza per le colonie

Colonizzazione di popolo. Così era definito il sistema di colonizzazione italiano. Atipico per gli altri stati europei che mai trasferirono grandi masse di propri lavoratori nei territori africani.
Ma questo sistema di colonizzazione economica e demografica necessitava di un gravoso sistema di assistenza materiale.

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Primariamente dovette essere disciplinato e organizzato il movimento migratorio. Venne appositamente creato il Commissariato per le Migrazioni e la Colonizzazione per assistere i lavoratori italiani e creare i servizi necessari. La scelta degli uomini capaci e utili al lavoro veniva disimpegnata tramite istruttoria dagli Uffici Provinciali di Collocamento. Una successiva selezione avveniva al momento dell’imbarco sui piroscafi analizzando le condizioni sanitarie e la verifica della qualifica professionale dichiarata.
“Infatti, per poter più agevolmente sopportare il disagio di un cambiamento così repentino di abitudini e di clima e per poter essere in condizioni di dare un pieno rendimento di lavoro, è necessario inviare in Africa non solo dei provetti e capaci operai, ma anche degli elementi fisicamente ottimi”1.
Prima della partenza a tutti i lavoratori venivano praticate le vaccinazioni contro il pericolo di malattie infettive come vaiolo, tifo, paratifo e colera.
L’assistenza sanitaria veniva fornita dal momento della partenza fino al momento del rimpatrio e anche oltre, sempre attraverso il Commissariato Migrazioni e Colonizzazione oltre che dalla Casse Mutue, che avevano creato ad Aversa un ospedale appositamente dedicati ai lavori che rientravano malati dalle colonie.

di Alberto Alpozzi

NOTE
1. da R. Liguori, L’assistenza materiale e spirituale al lavoratore italiano in Africa, in Africa Italiana, Gennaio 1940

ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO
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“Quando eravamo noi ad emigrare”. La strumentalizzazione di un luogo comune per giustificare il racket dell’immigrazione
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