1941. «Micawber» l’ordine segreto inglese per la demolizione di Bengasi prima dell’evacuazione

“La distruzione delle opere di pace è la parola d’ordine della plutocrazia britannica”Aprile 1941, Giorgio Pini, inviato di guerra in Libia

1941, Libia- Bengasi in fiamme

Il 2 aprile 1941 dietro la pressione delle Forze italo-tedesche, gli inglesi furono costretti ad abbandonare la città di Bengasi. Ma non fu solamente un semplice ripiegamento strategico. Infatti i britannici diedero inizio ad una vera e propria sistematica opera di distruzione di tutti i fabbricati pubblici e privati della città. La mattina del 2 aprile si cominciarono ad udire scoppi di mine e vedere accendersi incendi in tutta la città. L’opera di distruzione era stata prevista e accuratamente preparata.


Ecco la traduzione integrale dell’ordine emanato il 1° Aprile dal “Comando Sottozona base di Bengasi” indirizzato ai reparti per le distruzioni da compiere prima di abbandonare la città1.

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SEGRETO – Sottozona base di Bengasi

1° aprile 1941

ORDINE DI OPERAZIONE N. 1

1. INFORMAZIONI: Vi è la possibilità di un tentativo di avanzata delle forze meccanizzate tedesche ed italiane dal sud.
Le nostre forze meccanizzate faranno tutto quanto è in loro potere per ritardare e intralciare l’avanzata nemica.
La 9° Divisione Australiana terrà la linea del ciglione.

2. INTENZIONE: a) di seguire un piano di demolizione del porto, e della città di Bengasi. b) Di ritirarsi sul ciglione.

3. PIANO DI DEMOLIZIONE: Si presume che sì avrà un preavviso di 24 ore prima che comincino le demolizioni: a) le demolizioni saranno eseguite secondo il piano del C.R.E. (i cui particolari furono illustrati ai Comandanti dei Reparti). La distruzione di tutte le installazioni e depositi occupati dai servizi è affidata ai servizi stessi. Le installazioni dei depositi sono:

1) Teatro di propaganda ed officina Fiat, saranno distrutti dal RASC.
2) Deposito carburanti principale sarà distrutto dal R.E.
3) Deposito distribuzione combustibili, sarà distrutto dal RASC.
4) A.A.D. sarà distrutto dal RAOC.
5) B.S.D. sarà distrutto dal RASC.
6) Centrale telefonica, sarà distrutta dal R.C.S.
7) Magazzini M.T. saranno distrutti dal RASC.
8) Le officine M.T. saranno distrutte dal RAOC.
9) L’A.0.D. sarà distrutta dal RAOC.

Tutti i consigli tecnici e gli attrezzi o materiali occorrenti saranno forniti dal R.E., secondo la necessità e la richiesta.

Piano di marcia e dei trasporti: allegato.

DISPOSIZIONI DIFENSIVE I/R.N/F. (meno 2 compagnie):

1. Plot. all’incrocio della strada di circonvallazione e strada di Tocra. Controllare il lato nord della città.

1. Compagnia:
1. Plot. Zona centrale, a protezione demolizioni autogruppo e Intendenza italiana, Via Regina;
1. Plot. a protezione delle demolizioni dei moli esterno centrale e della cattedrale.
1. Plot. Stazione ferroviaria e depositi R.E.

1. Compagnia:
2. Plot. Berca (Panifici), Caserme d’Aosta, Stazioni pompe, Depositi carburanti

PARTE AMMINISTRATIVA
Tutte le unità dovranno portare al seguito tre giornate di viveri a secco. Le riserve di munizioni dovranno essere portate al seguito.

COMUNICAZIONI: Al ricevimento della parola convenzionale «Micawber» le unità si terranno pronte ad eseguire il programma di demolizioni ed evacuare entro 24 ore.
A ricezione della parola convenzionale «Pickwick» le demolizioni e l’evacuazione avranno inizio.
L’ora zero secondo il piano si presumerà venti ore dopo la ricezione della prima parola convenzionale «Micawber».
Qualsiasi variazione dell’ora zero, in seguito ad ulteriori in formazioni, sarà modificata.
Il comando della sottozona, sarà alla Prefettura fino alle ore 0+ 2, dopo di che sarà stabilito al posto di controllo ad un miglio ad Est del Forte Lueshi sulla strada di Benina.
Alle ore 0 + 4 il Comando chiuderà al posto di controllo e riaprirà più tardi a Barce.

Per lo Stato Maggiore Cap. F. Culler

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ELENCO PARZIALE DELLE DISTRUZIONI E DEI DANNEGGIAMENTI

1941, Libia. Barce, l’acquedotto distrutto dagli inglesi

Danneggiati: La Regia Prefettura, la Caserma della M.V.S.N., l’Ufficio Agrario, l’Ufficio Metereologico, la Capitaneria di Porto, la Dogana e sede dei Monopoli, le Regie Poste, il Carcere regionale, la sede della Federazione Fascista, la Residenza governatoriale, il palazzo dell’I.N.C.I.S. in via Vittorio Veneto e varie palazzine alla Berca e a Benina, l’Ospedale Principale, l’Ospedale dermoceltico, la Sede comunale, il Macello.


Distrutti a colpi di mazza o mediante incendio: la centrale elettrica, la centrale telefonica, l’acquedotto, il frigorifero della società «Birra Cirene», il mulino Della Rocca, la tonnara Palla, il deposito della Pilsen, le officine Giardina, la fabbrica di ossigeno.


Molto danneggiati e parzialmente distrutti: la Casa Littoria Tonini e tutti gli edifici scolastici.


Inquinati tutti i pozzi buttandovi dentro petrolio, bitume e immondizia varia. Fatti saltare o interrati. Le case dei coloni distrutte e defraudate, i tralicci degli aeromotori abbattuti.

Gli edifici della stazione di Barce sono stati fatti saltare, le locomotive, le carrozze dei treni, gli impianti, i depositi e le fabbriche adiacenti incendiati e distrutti. Danneggiate gravemente le condutture dell’acqua e la centrale elettrica. Case e negozi depredati.
Dall’inchiesta compiuta dal Governatorato Generale per la Libia: “Da rilevare infine, che gli inglesi, i quali nella loro effimera occupazione della Cirenaica speravano di far leva sull’elemento arabo, a parte i numerosi furti commessi anche a danno degli indigeni, non hanno esitato a danneggiare le moschee come, ad esempio, quella di Agedabia.

di Alberto Alpozzi

NOTE
1. Pubblicato nel testo “Che cosa hanno fatto gli inglesi in Cirenaica”, Roma, Luglio 1941

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