Un tempio sull’Amba Alagi per i Caduti dell’Impero

Nel 1936, subito dopo la conquista dell’Etiopia e la fondazione dell’Impero, si pensò alla realizzazione di un tempio-ossario sull’Amba Alagi per raccogliere le salme dei Caduti delle due guerre (1895 e 1935-36). Il nuovo tempio sarebbe dovuto essere dedicato alla Consolata, come già la Cattedrale di Mogadiscio, e in onore della Medaglia d’oro al Valor Militare maggiore Pietro Toselli, caduto proprio sull’amba il 7 Dicembre 1895. Qui il contingente italiano, assalito da circa 30.000 abissini al comando di Ras Makonnen, venne quasi totalmente annientato. Persero la vita circa 2.000 ascari e 39 uomini del Regio Esercito.

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Il progetto venne realizzato dal torinese architetto Alfio Guaitoli (1899-1939) e prevedeva “un complesso di opere la cui essenza sarà e resterà nel tempo il segno della Patria riconoscente agli eroi caduti in A.O.”.
Il sacrario sarebbe dovuto sorgere sulla vetta dell’Amba Alagi costituito da una serie di tre grandi ripiani sovrapposti a gradini e comunicanti fra loro tramite ampie scale attraverso le quali si sarebbe giunti al sommo di un piazzale. Al centro del piazzale sarebbe sorto il Tempio, volume severo e monumentale, dedicato alla Consolata di Torino. Davanti al Tempio, per l’altezza di 100 metri, si sarebbe dovuto elevare un faro “luce di richiamo e di ricordo”. Per il basamento, poggiante sulle asce di un fascio littorio, lo scultore Umberto Baglioni (1893 – 1965) aveva ideato “una potente figura di legionario alta 7 metri che impugna le armi della guerra e del lavoro: moschetto, piccone, vanga”.
Nelle pareti verticali che avrebbero dovuto formare i due ripiani superiori dell’opera, sarebbero stati posizionati i loculi per i Caduti chiusi da lastre bronzee portanti i nomi in rilievo.
Il pittore Gregorio Calvi di Bergolo (1909-1999) si sarebbe dovuto occupare dell’interno del tempio con un affresco di 11 metri di lunghezza e 5 di altezza ritraente “legionari e operai in atto di preghiera rivolti all’immagine della Consolata, e due grandi vittorie che portano corone di alloro e colle loro ali proteggono i due gruppi oranti”.
I lavori non vennero mai iniziati e il progetto rimase solo sulla carta. Chissà fosse stato realizzato cosa ne sarebbe stato sotto il fuoco dell’artiglieria inglese nel 1941?

di Alberto Alpozzi

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